RICOSTRUZIONE?

Scuole post sisma, tutti contro Cialente: «tutti gli impegni sono stati disattesi»

Movimenti Civici e centrodestra contestano: «un solo progetto in 5 anni»

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Scuole post sisma, tutti contro Cialente: «tutti gli impegni sono stati disattesi»




L'AQUILA. «Tutti gli impegni presi nel 2013 dall'amministrazione sono stati, a un anno di distanza, completamente disattesi: a fronte di oltre 40 milioni di euro assegnati continua ad esserci un solo progetto esecutivo per la ricostruzione delle scuole».
Così Appello per L'Aquila e L'Aquila che Vogliamo, forze di opposizione al Comune dell'Aquila, hanno attaccato la maggioranza di centrosinistra il giorno dopo il Consiglio comunale straordinario sulla situazione della scuole al quale dirigenti scolastici e insegnanti che «hanno espresso il bisogno di una maggiore pianificazione, progettazione e coinvolgimento nella ricostruzione delle scuole».
La seduta di lunedì del Consiglio comunale, interamente dedicata, su proposta dei consiglieri Antonio Nardantonio (Socialisti riformisti) e Tonino De Paolis (Pd), al tema della ricostruzione delle scuole, si e' conclusa in serata, dopo una lunga discussione. A seguito della presentazione di una proposta di mozione, da parte dei consiglieri Ettore Di Cesare (Appello per L'Aquila) e Vincenzo Vittorini (L'Aquila che Vogliamo), contenente la richiesta dell'istituzione di un tavolo tecnico e della pubblicazione on line del piano di ricostruzione delle scuole e del relativo cronoprogramma, il vice presidente Ermanno Giorgi, che guidava i lavori, ha richiesto la verifica del numero legale. Hanno risposto al voto 12 consiglieri, insufficienti per garantire la validita' della seduta che, pertanto, e' stata sciolta.
«Un solo progetto in più di cinque anni - continua la nota -. Le responsabilità di questa situazione sono evidenti e pesantissime soprattutto perché a pagarne le conseguenze sono quegli alunni che non hanno avuto mai il piacere di entrare in una scuola vera».
Secondo i due movimenti civici «l'amministrazione Cialente, ancora una volta, compie indecorosamente uno sfregio a seimila bambine e bambini aquilani. L'unico dato positivo è che dal giugno scorso la nuova dirigente del settore sembra abbia impresso un altro metodo, tanto da presentare una bozza di pianificazione generale. Deo gratias – concludono».
Pioggia di critiche anche da Forza Italia e Ncd: «la seduta di lunedì del Consiglio comunale dell'Aquila e' stata l'ennesima occasione persa per fare chiarezza su una questione di cruciale importanza per la rinascita della citta', quale la ricostruzione delle scuole» dicono i consiglieri comunali Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia, e Alessansdro Piccinini del Nuovo Centrodestra. 

«Il Consiglio si e' infatti dilungato oltre misura in una serie di interventi tecnici, da parte dei dirigenti scolastici e delle dirigenti comunali di settore, cui ha fatto da contraltare il 'libro dei sogni' dell'Amministrazione. Se da una parte, infatti - scrivono i consiglieri - comprendiamo i legittimi sfoghi del personale della scuola, frustrato da anni di immobilismo e di assenze di risposte, dall'Amministrazione ci saremmo aspettati ben altro, soprattutto alla luce del fatto che la convocazione del Consiglio era stata richiesta da due esponenti della maggioranza. Quella che e' stata presentata, infatti, come una ipotesi di piano di ricostruzione delle scuole, non e' altro che una scatola vuota. L'unica certezza, emersa in tutta la sua disarmante evidenza, e' stata la totale mancanza di risposte da parte della giunta Cialente che ha manifestato, con tutta chiarezza, un nervo scoperto. L'ipotesi di piano che, appunto, a oltre cinque anni dal sisma, non e' che una bozza da sottoporre eventualmente al Consiglio comunale, non contiene alcun accenno alla situazione dei Musp. Vale a dire in che condizioni si trovino, se e quando e con quale ordine di priorita' verranno smontati».
Sempre secondo Liris e Piccinini non vi sarebbe una programmazione ragionata, su base urbanistica e demografica, rispetto alla ricostruzione delle scuole, «dal momento che e' di tutta evidenza che un conto e' ragionare a breve e medio termine, e dunque alla luce dei nuovi, in alcuni casi, grandi insediamenti Case, un conto e' ragionare a lungo termine e sulla base dell'assetto che andra' riprendendo la citta' anche riguardo alla distribuzione della popolazione. Le frazioni poi, come sempre, sono del tutto dimenticate. Mancano, soprattutto, i tempi, non c'e' un cronoprogramma preciso degli interventi. Una figuraccia, insomma, per l'Amministrazione comunale - concludono i consiglieri - che si e' dimostrata del tutto impreparata su un tema di tale importanza, a fronte delle belle parole di cui si riempie la bocca parlando di giovani e di futuro».

«DIBATTITO E CRITICHE IN PARTE COSTRUTTIVE»

«Oltre ai dirigenti scolastici, ai vertici dell’Ufficio scolastico regionale e al personale della scuola, erano stati invitati anche i rappresentanti della Provincia che, però, hanno ritenuto di non partecipare», sottolineano invece Tonino De Paolis, Sergio Ianni, Alì Salem (Pd), Antonio Nardantonio (Socialisti riformisti), Giuliano Di Nicola (Idv).

«Il dibattito e le critiche costruttive venute dal mondo della scuola sono state oggetto di attenzione da parte di tutti. Le relazioni della dirigente del settore Pianificazione Chiara Santoro e della dirigente del settore Ricostruzione pubblica Enrica De Paolis sono state apprezzate anche da alcuni esponenti dell’opposizione. Al termine del dibattito i consiglieri di opposizione Di Cesare e Vittorini, nel maldestro tentativo di ‘‘mettere il cappello’’ sull’argomento, hanno presentato estemporaneamente una mozione, con la quale pretendevano di imporre una tempistica al lavoro che la maggioranza sta svolgendo egregiamente, come dimostrano le succitate relazioni delle dirigenti. Rispetto alla mozione presentata dai due consiglieri, la maggioranza ha ritenuto di non sottostare all’imposizione delle tempistiche che i due pretendevano di far valere».

«Vista la mancata votazione della mozione per il venir meno del numero legale», continuano i quattro consiglieri, «Di Cesare e Vittorini hanno dato sfogo alla loro difficoltà amministrativa tramite un comunicato stampa. A parte le vergognose affermazioni in esso contenute, si fa notare all’iperlegalista Di Cesare che le regole valgono per tutti, e non può essere che esse debbano essere rispettate solo dagli altri. Egli le invoca, salvo poi non volerle per se stesso. Quanto tempo prima deve essere presentata una mozione per essere discussa? Si rilegga il regolamento del Consiglio Comunale. Che dire poi del tentativo demagogico e strumentale di affermare che è stato compiuto uno sfregio nei confronti delle bambine e dei bambini aquilani? Chi ricorre a tali deplorevoli e vergognosi argomenti può essere accusato di sciacallaggio nel momento in cui si utilizzano dei bambini come scudi umani per una squallida polemica politica».