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Servizi sociali Spoltore, vaucher da 500 euro mensili per chi vive situazioni di disagio

Per mancanza di alloggio importo massimo di 1.200 euro

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Servizi sociali Spoltore, vaucher da 500 euro mensili per chi vive situazioni di disagio





SPOLTORE. Approderà al prossimo Consiglio comunale, in programma giovedì 23 ottobre, il nuovo regolamento per la gestione degli interventi previsti dal progetto “Resil”, la rete di servizi per l’inclusione lavorativa e
sociale di persone che si trovano in situazioni di particolare disagio.
«Con l’obiettivo di potenziare ulteriormente il piano di azioni destinate a contrastare la povertà e fenomeni di emarginazione dalla società, l’Amministrazione comunale ha ampliato il capitolo relativo al Resil con fondi propri, favorendo l’inserimento di un numero maggiore di utenti – ha sottolineato il sindaco Luciano Di Lorito. A fronte di un cofinanziamento imposto dalla Regione, pari a 7.173 euro, il Comune ha messo una quota di 20 mila euro».

Nello specifico, nel progetto sono inclusi due tipi di interventi: il voucher di servizio e il reddito di inserimento. Nel 2014 il Comune di Spoltore ha messo a disposizione 18 borse lavoro e 6 voucher.
«Questo primo intervento», spiega il primo cittadino, «non è altro che un bonus spendibile per l’accesso ai servizi pubblici e privati e a corsi di formazione professionale, che consentono di far fronte a disagi socio-economici di emergenza. Il voucher va richiesto ai Servizi Sociali. Sulla base di quanto predisposto dall’assistente sociale e secondo le disponibilità di bilancio, il responsabile dei Servizi Sociali determina il sostegno economico stabilendone le modalità e il limite temporale.
«L’importo del voucher sarà valutato caso per caso, ma ad ogni modo sarà erogato secondo le disponibilità di bilancio dell’Ente – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Enio Rosini. Per situazioni di bisogno complesso
o problematiche inerenti la mancanza di alloggio si stabilisce l’importo massimo di 1.200 euro».
I redditi di inserimento prevedono prestazioni di attività volontaria di utilità sociale da parte di persone socialmente svantaggiate. L’importo massimo è di 500 euro mensili, mentre la durata va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 24, secondo le disponibilità finanziarie dell’Ente e il numero di domande pervenute. Tali redditi vengono erogati presso le ditte commerciali del territorio o presso i Comuni di Ambito, pronti ad accogliere persone svantaggiate. Restano a carico della struttura ospitante le spese inerenti l’Inail, la polizza Rct, informazione, formazione e sorveglianza sanitaria. Non si tratta di un lavoro a tempo determinato, ma di un intervento di natura assistenziale vincolato al contenuto del progetto personalizzato. Prevista, ad ogni modo, la convenzione tra l’utente e il Comune di residenza, per autorizzare il servizio a dare seguito alle fasi procedurali per l’attuazione
dell’intervento».

La valutazione della situazione personale e familiare dei vari casi è affidata a un’equipe di esperti, costituita dal Responsabile dei Servizi Sociali o delegato, un assistente sociale e da uno psicologo.