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Abruzzo. 5 Stelle 4 spine: silenzi, imbarazzi e malumori nel Movimento di Grillo

Quattro casi che agitano la base: tante domande e poche risposte

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Abruzzo. 5 Stelle 4 spine: silenzi, imbarazzi e malumori nel Movimento di Grillo



ABRUZZO. Acque agitate nel Movimento 5 Stelle Abruzzo.
Mentre a Comacchio il sindaco dei 5 Stelle, Marco Fabbri,  è stato espulso  dal movimento anche in Abruzzo alcuni eletti sono finiti nel mirino degli attivisti che non condividono comportamenti e scelte.
Quattro i ‘casi’ scoppiati nelle ultime settimane in Abruzzo che hanno tutti un denominatore comune: per il momento nessuna presa di posizione ufficiale da parte dei vertici (ovvero dei candidati più noti come parlamentari e consiglieri regionali) che probabilmente preferiscono far sbollire le tensioni o risolvere la cosa privatamente. I toni per il momento non sono ancora esasperati. Nessuno parla di «deriva fascista o talebana» come nel caso del sindaco Fabbri ma il malumore serpeggia tra le varie pagine social dove gli attivisti si confrontano e soprattutto chiedono chiarezza.
Dall’esterno alcuni episodi sembrano destinati a minare i principi cardine del Movimento che sembra sempre più allo sbando e senza un controllo, apparendo di tanto in tanto anche incoerente verso i suoi stessi principi.

Già da settimane c’è un fuoco incrociato sulla eurodeputata di Vasto, Daniela Aiuto, eletta a gran sorpresa nella circoscrizione meridionale e poco nota agli attivisti stessi prima delle Europee.  Sarebbe ‘colpevole’ di aver portato in trasferta a Bruxelles 30 persone per una visita culturale al Parlamento europeo a spese dei contribuenti (paga l’Unione Europea) in hotel a 150 euro a notte.
Nulla di anomalo sulla trasferta dal momento che ogni anno ogni deputato ha a disposizione 110 inviti (50 quelli a disposizione fino a dicembre dal momento che l’elezione è avvenuta la scorsa primavera).
La polemica è stata incentrata sulle modalità di scelta dei fortunati viaggiatori. Gli attivisti sostengono che non ci sia stato nessun annuncio pubblico e proprio non è andato giù il fatto che alla comitiva si sia aggregato anche l’ex sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, (ex Forza Italia oggi «senza tessera», assicura il diretto interessato), amico di famiglia della Aiuto e avvocato del suocero. «L’ho votata insieme a tutta la mia famiglia». 

Da qui accuse di aver portato amici e conoscenti. Il caso è finito anche sui giornali nazionali: «in teoria dovrebbero essere scolaresche nell'ottica di far conoscere il Parlamento europeo – ha scritto Il Fatto Quotidiano- ma sugli aerei ci finiscono amici, amici degli amici, parenti e amanti»
La Aiuto ha annunciato denunce e gli attivisti hanno chiesto di vedere la lista di tutti gli invitati. E’ arrivato un no secco, «per ragioni di privacy» e dunque anche la tanto amata trasparenza del Movimento 5 stelle è caduta sotto il peso una delle più scontate scuse solitamente utilizzate da «quelli dei partiti veri».
Al momento non risultano provvedimenti contro la Aiuto, sebbene da giorni, via social network, sia stato chiesto al senatore conterraneo Gianluca Castaldi di prendere una decisione e qualcuno avanza pure la richiesta di espulsione.

IL CASO BRACCO E SPATOLA MAYO
Così come nulla è successo al consigliere regionale Leandro Bracco che nelle scorse settimane aveva votato in aula in maniera difforme dal suo gruppo sul tema dell’amnistia. 
Anche in questo caso la soluzione adottata pare sia stata quella dell’aspettare che la storia si sgonfisse da sola mentre nei vari gruppi gli attivisti chiedono  ancora a Bracco di spiegare. Lui preferisce fare finta di niente, e al massimo pubblica il cedolino del suo stipendio e promette la restituzione di una buona parte.
Non è chiaro se riuscirà a ‘passarla liscia’ anche il consigliere comunale Carlo Spatola Mayo (Spoltore) ‘colpevole’ di essere andato a votare domenica scorsa alle elezioni Provinciali nonostante la chiara indicazione del partito di non partecipare al voto (il M5S è da sempre favorevole all’abolizione delle Province).
Il gruppo si Spoltore si era riunito in assemblea il martedì precedente alle votazioni e non si era fatta menzione dell'argomento. Oggi il gruppo ritiene molto grave il fatto che il portavoce «non abbia sentito l'esigenza di coinvolgere e di confrontarsi con la base del suo movimento».
Mercoledì scorso ci è stata una prima riunione per discutere sulla posizione di Spatola Mayo e prende provvedimenti. Il consigliere comunale non c’era e così si è deciso di rimandare ogni decisione ad una nuova assemblea convocata per lunedì prossimo. 

Mayo ha annunciato che ci sarà così come ha chiarito che gli attivisti già sapevano che non sarebbe potuto intervenire alla riunione precedente. Che succederà? Si deciderà per l’espulsione di Spatola Mayo?
«Se il gruppo di Spoltore mi rinnoverà la sua fiducia chiederò l'espulsione di tutti coloro che hanno gonfiato questa faccenda facendo - loro sì - un grave danno all'immagine del Movimento abruzzese», annuncia il consigliere.
Intanto a fine assemblea, mercoledì scorso, il coordinatore Marco Fazzano ha rassegnato le sue dimissioni. L assemblea in attesa di chiarire anche questa presa di posizione ha nominato coordinatore Pierluigi De Rugeriis.

IL CASO BLUNDO
E da qualche ora tra le polemiche degli attivisti è finita anche la senatrice aquilana Enza Blundo, rea di aver creato un «meet up abusivo personale», ovvero un gruppo su Facebook che si chiama L'Aquila Beppegrillo.it MeetUp  che al momento conta 111 mi piace e che secondo i contestatori sarebbe «alternativo a quello della base».
Ma anche in questo caso Blundo annuncia querele e assicura che è tutto in regola.
«E’ l'unica "portavoce" in Italia a crearsi il suo meetup personale perchè quello della base non fa quello che dice lei! Un nuovo primato tutto suo... Lo aggiungiamo alla pila di altri primati!», contestano gli attivisti.
 «Enza Blundo sta portando avanti un lavoro che non rispecchia nemmeno lontanamente la politica del movimento 5 stelle», scrive invece la scrittrice Samanta Di Persio, da sempre critica nei confronti della senatrice.
Intanto il meet up ‘ufficiale’ ricorda di essere l’unico certificato dal blog di Beppe Grillo e chiede ai sostenitori di non creare confusione.

Chissà se prima o poi tutti i grillini capiranno che, in quanto movimento politico che sbandiera ideali di libertà, onestà e trasparenza, sono inevitabilmente tenuti a metterli in pratica.

Senza alcuna eccezione.