LA PROTESTA

Asilo L’Aquila, Club Forza Silvio vuole sgombero. Arcigay: «scempio»

La richiesta è stata già inoltrata al sindaco Massimo Cialente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2356

Asilo L’Aquila, Club Forza Silvio vuole sgombero. Arcigay: «scempio»





L’AQUILA. «Un luogo abbandonato da due anni prima del sisma, attualmente unico polo giovanile del centro storico non può essere utilizzato come capro espiatorio e ridotto a “postribolo di disadattati” da parte degli stessi che politicamente hanno usato la legalità sempre e solo come uno slogan».
Arcigay difende l’asilo di viale Duca Degli Abruzzi e sostiene che sia «delirante e violenta» la proposta di sgombero coatto.
La richiesta è stata avanzata al sindaco Massimo Cialente dal presidente del Club Forza Silvio L'Aquila, Roberto Junior Silveri: «il dato inconfutabile», spiega Silveri, «è che le attività svolte all’interno dell’asilo illegalmente occupato non coinvolgono tutti e sono limitate ad una cerchia ristretta di ragazzi. Noi a seguito di ciò con la presente chiediamo l’immediato ordine di sgombero e di valutare il nostro progetto di Vera 'socializzazione' collettiva che prevede la riqualificazione della struttura come mensa, sala studio, centro polifunzionale per gli studenti della Facoltà di Scienze Umane o, qualora il Comune e L’Università degli Studi di L’Aquila non trovassero un intesa, concedere la struttura ad associazioni culturali cittadine in periodi alterni regolamentati. La socializzazione senza legalità si chiama anarchia».
Ma l’Arcigay protesta: «l’asilo ha aperto la cittadinanza ai campi estivi di Legambiente per i ragazzi con sindrome di down, al centro operativo di “Viviamo L’AQ”, ai vari laboratori artistici, agli alloggi per le “fragilità sociali”, ai Cineforum d’autore ed è stato in questi anni la sede di Arcigay L’Aquila, che al suo interno ha potuto offrire alla città un impeccabile servizio di ascolto ed un invidiabile punto d’incontro per la comunità LGBT in loco».

L’associazione ricorda anche che «le utenze sono state regolarmente pagate dalle stesse persone che hanno usufruito del posto e nessuno ha mai preteso di restare ad oltranza all’Asilo o di rivendicarlo come proprio, purché i lavori volti alla costruzione di un “polo giovanile” inizino senza indugi. In tutto questo turpiloquio viene da domandarcisi se aldilà dei tecnicismi e della faziosità, si tenga conto del parere di tutti quei cittadini, che l’Asilo lo frequentano assiduamente per le sue attività e che ne hanno un’idea tutt’altro che negativa. Di contro ci si chiede in che modo negli ultimi cinque anni queste forze politiche camuffate da “liberatori”, abbiano incrementato la socialità a L’Aquila».
Se lo sgombero coatto dovesse avverarsi, allora per Arcigay, «sarà uno scempio imperdonabile ed immotivato, una “Stonewall” tutta aquilana che resterà negli annali della stessa ricostruzione».