POLITICA

Nozze gay, Di Primio: «a Chieti non trascriverò mai matrimoni tra gay»

Il primo cittadino: «rispettare le leggi»

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. «A Chieti non ho avuto alcuna richiesta ma se accadrà non trascriverò nessun atto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Lo dico senza alcun pregiudizio o remora mentale. L’articolo 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia fondata sul matrimonio. In Italia essi non sono celebrabili tra persone dello stesso sesso».
E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, delegato Anci ed esponente di Ncd, in una intervista al giornale online Formiche.net ribadendo la sua posizione già espressa dopo la decisione del ministro Alfano di spedire una circolare a tutti i prefetti d’Italia.
«Da sindaci dobbiamo rispettare la legge e non farci interpreti di essa creando pittoreschi albi dove trascrivere matrimoni che non esistono per la legge. Non tocca a noi decidere», insiste Di Primio.
E alla domanda ‘cosa pensa dei sindaci ribelli che hanno deciso di disobbedire ad Alfano?’, il sindaco ha precisato: «Ognuno fa quello che vuole nel suo Comune, ma tengo a sottolineare che sono una minima parte quelli che ad oggi hanno deciso di trascrivere questi matrimoni. Il problema vero è il riconoscimento del diritto. E questo è lontanissimo da una trascrizione». 

«E’ il Parlamento – ha aggiunto - l’organo deputato a colmare questo vuoto normativo. Esiste un problema di riconoscimento delle coppie di fatto soprattutto per quanto riguarda il regime patrimoniale. Serve una norma che le tuteli, a prescindere dal loro sesso. Si abbia il coraggio di entrare in aula e normare la materia».
Intanto non si placano le polemiche. Il MeetUp Chieti 5 Stelle chiede e auspica l’apertura di un confronto e di una seria riflessione su questi argomenti: «alla chiusura deve sostituirsi il dialogo, così che la legge sia veramente uguale per tutti e non solo per pochi. A parte la confusione su questo argomento, quello che stupisce è vedere ancora una volta la reazione negativa e l’atteggiamento di chiusura dei nostri politici e amministratori. In un mondo in cui si lotta e si cerca con fatica di garantire equità sociale; in un’Europa che cerca di andare sempre più nella direzione di un allargamento dei diritti civili e farsi baluardo della loro difesa, il sindaco sceglie la via della discriminazione e della distinzione tra cittadini di serie A e di serie B».

E nel Comune di Grosseto, costretto dai giudici, il sindaco fa dietrofront, mentre nello stesso giorno Milano trascrive sette matrimoni gay celebrati all'estero. «Oggi pomeriggio ho firmato personalmente, in qualità di ufficiale di Stato civile, la trascrizione di sette matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono celebrati all'estero», ha annunciato via Facebook il sindaco Giuliano Pisapia.
«Mi auguro che il governo voglia assumere iniziative che consentano di favorire in tempi rapidi l'adozione da parte del Parlamento di soluzioni legislative adeguate», scrive invce il presidente dell'Anci Piero Fassino in una lettera inviata al premier Renzi e al ministro Alfano, in cui chiede «un quadro legislativo nazionale».