DIRITTI CIVILI

Nozze gay: sindaco Bellante sfida Alfano: «registro comunale resta aperto»

Contro il ministro anche vescovo della Chiesa Cattolica Ecumenica

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Nozze gay: sindaco Bellante sfida Alfano: «registro comunale resta aperto»

Mario Di Pietro




BELLANTE. Il sindaco di Bellante, Mario Di Pietro (Pd), il cui Comune e' il solo in provincia di Teramo ad aver istituto nel 2013 il registro delle unioni civili, manifesta il proprio dissenso nei confronti del ministro dell' Interno.
Angelino Alfano ha chiesto ai prefetti di rendere nulle le trascrizioni di nozze fra persone dello stesso sesso celebrate all'estero e registrate in Italia ed è stata subito rivolta tra i primi cittadini.
Oggi il ministro è tornato sull’argomento: «mi sono visto tirare addosso una quantità di insulti e di aggettivi di una violenza inaudita» pur avendo «solo esercitato la legge», ha detto il vicepremier. Sottolineando di essere «laico» sulle unioni civili ma contrario al matrimonio, che «è solo tra uomo e donna».
Intanto da Bologna a Napoli, da Roma a Grosseto, i sindaci non ci stanno e invitano alla disobbedienza, al contrario del primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio, che si trova perfettamente in linea con le direttive del ministro, esponente del suo stesso partito (Ncd).

E la protesta passa anche per Bellante. «Ribadisco che e' una questione di diritti civili che vanno garantiti e tutelati», afferma il primo cittadino che precisa di mantenere ferma la propria posizione al pari di altri sindaci, come quelli di Bologna e Napoli. «Rispetto le istituzioni superiori ma vado avanti. A oggi, nel nostro registro, non c'e' alcuna iscrizione e chi vuole puo' iscriversi. Evidentemente c'e' ancora una certa resistenza fra i cittadini».
Contro la sortita del titolare del Viminale si schiera anche Gianni Di Marco, vescovo della Chiesa Cattolica Ecumenica, di Alba Adriatica che chiede di non disattendere il dovere di garantire l'uguaglianza e la giustizia sociale.
«La Chiesa Cattolica Ecumenica, con valida successione apostolica, fondata dall'Arcivescovo Primate Mark Steven Shirilau, e' contraria e si oppone ad ogni sorta di ingiustizia e discriminazione sin dalla sua fondazione nel 1987. Riteniamo che limitare il matrimonio a qualsiasi sottoinsieme sessuale della popolazione non sia coerente con una visione di giustizia e di uguaglianza. Le leggi statali che arbitrariamente negano il diritto alla dignita' dell'amore, violano la liberta' degli individui, operano discriminazione e disattendono alle direttive piu' volte affermate sia in campo europeo che internazionale».