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San Giovanni Teatino. Vincenzo Silvestri è il nuovo Revisore dei Conti

Il revisore uscente Ziruolo: «Tutti i comuni italiani sono in condizioni drammatiche»

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Andrea Ziruolo

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SAN GIOVANNI TEATINO. Vincenzo Silvestri è il nuovo Revisore dei Conti del Comune di San Giovanni Teatino: prende il posto di Andrea Ziruolo, che è intervenuto nell'ultimo consiglio comunale spiegando le difficoltà dell'ente e le motivazioni che lo hanno spinto alle dimissioni.
Silvestri, residente ad Avezzano, era il secondo nome sorteggiato dalla Prefettura. Il Consiglio Comunale ha approvato la sua nomina con voto unanime. Prima del voto sul nuovo revisore, è intervenuto il dimissionario Ziruolo, che ha spiegato le difficoltà dell’ente a chiudere il cerchio sul patto di stabilità: secondo Ziruolo anche un comune ricco come San Giovanni Teatino, ma che ha un indebitamento elevato per opere pubbliche («scelte che provengono anche dal passato», ha ricordato) deve prendere atto che negli ultimi due-tre anni la situazione degli enti locali dal punto di vista finanziario è crollata.
«La situazione è veramente difficile» ha detto il revisore rivolgendosi anche ai cittadini «è come se vi tagliassero il 50% dello stipendio e tutti nella vostra famiglia dovessero continuare ad andare al cinema e a mantenere il tenore di vita invariato. Se dobbiamo ragionare in termini oggettivi, tutti i comuni italiani sono in condizioni drammatiche».
 Ziruolo ha anche precisato le motivazioni della sua comunicazione sul patto di stabilità: «La mia ultima comunicazione sul patto di stabilità voleva essere un assist per chi si troverà al posto mio: mancano ancora tre mesi, probabilmente l'amministrazione ce la farà perché non è detto che quello che ho rilevato oggi determini a fine anno il non rispetto del patto di stabilità».
  Ziruolo ha ricordato inoltre: «i soldi non è che non ci sono nel Comune di San Giovanni Teatino, i soldi non possono essere spesi, per legge».
 Ma il fatto che non possano essere spesi, ha concluso Ziruolo, non significa che se il Comune ha un impegno verso altri può far finta che il debito non ci sia.
Il revisore dei conti dimissionario ha poi spiegato la sua decisione di segnalare la situazione alla corte dei conti: «non ho visto nei documenti le motivazioni delle scelte bilancistiche, che spieghino perché ci sono dei tagli, in che modo incidono sui bilanci delle società. Le società sono patrimonio pubblico e devo vigilare che non si svalutino. Io non dico che si sta facendo quello, mi mancano degli elementi per dire se si sta facendo oppure no. Avendo deciso di dimettermi, sono stato costretto a fare questo genere di segnalazioni perché il mio successore non può capire se una certa situazione la stavo seguendo oppure no».

Intanto sul fronte politico si registrano movimenti con l’ingresso nel gruppo consiliare Progetto Comune di Efrem Martelli: «fin da subito ho preso le distanze dal metodo di questa opposizione» ha ricordato.
«Ho scelto di iniziare a lavorare con il sindaco Luciano Marinucci perché mi candiderò al suo fianco nella prossima tornata elettorale».
Contemporaneamente  ha smesso di votare con la maggioranza Mirella Federico, una decisione legata alla perdita delle deleghe ai servizi sociali. 

TUMINI: «CONSIGLI COMUNALI POCO EDIFICANTI»
«Mi rendo conto che gli ultimi due consigli comunali non sono stati uno spettacolo edificante per la cittadinanza presente e la comunità di San Giovanni Teatino», commenta invece Nicola Tumini, presidente del Consiglio comunale. «Leggo commenti poco lusinghieri sulla mia gestione dei lavori, e vengo descritto come un presidente inesperto e poco autorevole.Quello che mi preme sottolineare è che un Presidente del Consiglio non ha i mezzi per gestire uno o più consiglieri che partecipano ai lavori con l'obiettivo, premeditato e strumentale, di impedirne il corretto svolgimento. Il Presidente del Consiglio è investito di un potere discrezionale: può ammonire i consiglieri e invitarli a rispettare il codice etico (descritto nell’art.65 del Regolamento), può chiedere alla Polizia Municipale di ristabilire l'ordine, togliere la parola ai consiglieri che non rispettano le regole o sospendere il consiglio comunale.  Tutti provvedimenti da me adottati nel corso delle ultime due adunanze del 26 settembre e del 3 ottobre: ma è inutile togliere la parola a un consigliere che continua a urlare insulti, dialoga con il pubblico e lo invita a partecipare al dibattito, o addirittura tenta di aggredire fisicamente un altro consigliere. La mia cultura è fondata sulla democrazia, e come presidente del consiglio farò sempre il possibile affinché lo svolgimento dei lavori dell'assise sia il più possibile aperto e collaborativo, in maniera tale da creare le condizioni per concretizzare un diritto della cittadinanza: il diritto di essere informata in maniera chiara e puntuale».