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Francavilla, ok agli equilibri di bilancio della Giunta Luciani

Il Pd si indebolisce con le dimissioni di Enrico Bruno

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Francavilla, ok agli equilibri di bilancio della Giunta Luciani

Enrico Bruno




FRANCAVILLA. Il consiglio comunale di Francavilla al mare approva a larga maggioranza gli equilibri di bilancio e lancia un segnale di solidità della Giunta Luciani, che ieri sembrava in difficoltà per le dimissioni del consigliere Enrico Bruno dal Pd.
In realtà – come ha spiegato lo stesso Bruno in apertura del consiglio comunale – al di là dello sconcerto suscitato da questo strappo politico, «di fronte ai diktat insensati dei dirigenti locali del Pd, quello che conta per un consigliere comunale è votare per il bene dei cittadini che lo hanno eletto, perché prima si risponde alla coscienza e poi al partito, quando questo è sordo di fronte alle richieste di democrazia».
 Poi il consiglio ha votato ed il sindaco Luciani ha incassato un ok molto importante. Con un corollario altrettanto importante: l’uscita dal Pd e l’iscrizione di Bruno al Gruppo misto non modifica gli equilibri nella composizione delle commissioni consiliari e quindi la Giunta non corre pericoli.
Di fatto queste dimissioni di uno degli esponenti storici del Pd indeboliscono il partito a livello locale e sconfessano la linea locale fin qui seguita e che ha avuto come spia di un comportamento ai limiti dell’autolesionismo il no al tesseramento del sindaco, che pure è stato eletto con il consenso del Pd. 

E’ stato sottolineato nella lettera di dimissioni di Enrico Bruno al segretario locale Edoardo Viani: «l’invito ai consiglieri comunali Pd di non votare e di non approvare  il deliberato riguardante la “Salvaguardia generale degli equilibri di bilancio per l’anno 2014” a mio personale giudizio appare, nei confronti di chi dissente, come un palese atto intimidatorio perché si promette di procedere con sanzioni disciplinari ed altro contro chi vorrebbe meglio valutare le conseguenze di un atto deliberativo difficilmente compreso dalla pubblica comunità. Al di là di tante oggettive motivazioni e della pretesa di voler sostenere precisi interventi a difesa di presunti valori discutibilmente definiti democratici, conta soprattutto la coscienza dell’individuo. Rassegno pertanto le mie dimissioni dal Pd».
Insomma una grana in più per il segretario regionale Silvio Paolucci e per Luciano D’Alfonso che a Francavilla si erano spesi in campagna elettorale e che ora ufficialmente si ritrovano con un Pd ai minimi termini. Ma quello che più allarma i vertici regionali del Partito democratico è la crisi di credibilità per una gestione locale verticistica che tende ad escludere invece che ad includere gli esponenti cittadini più validi e che governa a suon di diktat.

Sebastiano Calella