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Teramo, Commissione Controllo e Garanzia: maggioranza lascia l’aula

Le proteste della minoranza: «ignorano il regolamento»

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Teramo, Commissione Controllo e Garanzia: maggioranza lascia l’aula

TERAMO. Ieri la maggioranza ha abbandonato la Commissione di vigilanza e controllo del Comune di Teramo.
Una decisione assunta come segno di protesta per i troppi punti all’ordine del giorno inseriti dal presidente Maurizio Verna, ovvero 4 con il numero 2 che ne racchiudeva altri 11. Dunque in aula è rimasta solo ma minoranza, come testimoniato da uno scatto postato su Facebook dalla capogruppo del Pd, Manola di Pasquale: «vedete questi banchi vuoti», ha scritto la Di Pasquale. «E’ La maggioranza che ha abbandonato la commissione di garanzia per far saltare la discussione sui bilanci consuntivi della Team. Non vogliono il controllo e la trasparenza».
Dura anche la contestazione del Movimento 5 Stelle che si associa alle proteste del Pd e di Teramo Cambia: «la maggioranza, ignara persino del Regolamento che essa stessa si è data, ha tentato, fallendo miseramente, di inficiare la validità della seduta facendo mancare il numero legale. Già nella riunione precedente, dove gli auditi non si erano nemmeno presentati, le truppe del sindaco presenti avevano boicottato l’adunanza avanzando pretestuose critiche sul metodo e nel merito della convocazione della stessa, pur di non rispondere del proprio operato. Questa volta, addirittura, pur essendo presenti i dirigenti, i consiglieri di maggioranza hanno disertato l’aula rintanandosi nella saletta adiacente con il sindaco che ogni tanto faceva della incursioni, per scagliare i suoi anatemi e pretendendo di parlare anche quando non gli fosse concesso dal Presidente».

«Gran parte del tempo a disposizione per la seduta», denunciano ancora gli esponenti della minoranza, «è stata assorbita dagli sproloqui del sindaco e dell’ex presidente della Team Cantagalli, l’unico tra i convocati che abbia avuto l’opportunità di parlare. Quest’ultimo, ben lungi da ogni sensatezza nelle vaghe ed insignificanti risposte che ha dato, dopo aver vaneggiato per quasi un’ora sulla legittimità e sulle prerogative dell’Assemblea, sul metodo di convocazione, sull’ordinamento contabile della sua azienda e dell’Ente comunale, ha chiuso il proprio già irriverente intervento, insultando pubblicamente il consigliere Cristina Marroni fuggendo repentinamente dall’aula per sottrarsi ad ulteriori domande. Il sindaco, al termine della seduta, con arroganza e protervia inaudite, dopo aver rinfacciato la propria magnanimità nel concedere la costituzione della Commissione di vigilanza, è arrivato a minacciare la minoranza di scioglierla se dovesse continuare ad esercitare seriamente e non per burla le proprie funzioni».

La Commissione ha comunque accertato che i consuntivi del servizio di igiene urbana relativi al 2010 e 2011 sono al momento assenti poichè non sono a disposizione nè della Te.Am., nè degli uffici comunali nè dei Consiglieri.
«Il Consiglio comunale», attaccano i consiglieri di minoranza, «ha quindi approvato in quegli anni dei piani economici e finanziari senza avere a disposizione i consuntivi che sono obbligatori ex lege. Il Consuntivi degli anni 2012 e 2013 sono, invece, presenti ma troppo sintetici e non consentono di verificare le spese in maniera analitica. Il paradosso è che questa maggioranza, proprio nel momento in cui avrebbe voluto dimostrare tutta la propria forza, abbia invece manifestato l’enorme debolezza insita nel timore di un confronto nel quale evidentemente è consapevole di essere perdente».