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Provincia Teramo, Catarra rifiuta mandato bis e lancia Brucchi e Martino

«Preferisco essere l’ultimo degli eletti che il primo dei nominati»

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Valter Catarra

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Province: Teramo, Catarra rifiuta mandato bis e lancia Brucchi e Martino 
«Preferisco essere l’ultimo degli eletti che il primo dei nominati»
Province, teramo, walter catarra, brucchi, martino
TERAMO. «Escludo la possibilita' di accettare la candidatura alla carica di presidente della Provincia di Teramo. Preferisco essere ricordato come l'ultimo dei presidenti eletti piuttosto che come il primo dei nominati».
E’ netto il presidente provinciale uscente, Valter Catarra, in merito ad una sua possibile candidatura alle elezioni di secondo livello. E lancia la candidatura del presidente del Consiglio provinciale. 
«Ho sempre affermato con chiarezza quello che penso del nuovo assetto delle Province e del percorso, a mio avviso sbagliato, demagogico e controproducente che il Governo ha scelto», insiste Catarra. «Con coerenza e ringraziando con affetto chi, come Paolo Tancredi e il Nuovo Centro destra, hanno pensato a me, escludo la possibilità di accettare la candidatura alla carica di presidente. Ritengo  - spiega ancora- che in questa difficile fase di traghettamento dell'ente ad un nuovo approdo, per quanto confuso esso appaia, vi sia bisogno di una opzione altamente istituzionale. Il che significa superare ogni contrapposizione fra localismi e personalismi individuando una soluzione che sia in grado, sopra le parti, di garantire e rappresentare gli interessi di tutta comunità provinciale senza creare lacerazioni. Considerato che il meccanismo voluto dal legislatore configura il nuovo ente come un'assemblea di amministratori locali la soluzione più logica, almeno in questa prima fase, è che l'incarico sia assunto dal sindaco del capoluogo in quanto, proprio per questo, assimilabile a un "primus inter pares"».
«Se questo dovesse risultare per il primo cittadino di Teramo un carico istituzionale troppo gravoso sommato a tutte le altre numerose responsabilità, sia allora il presidente del Consiglio uscente a ricevere la designazione e a farsene carico», analizza Catarra. «E' fuor di dubbio il profilo super partes che Mauro Martino ha saputo incarnare alla guida del Consiglio, profilo che gli è riconosciuto da tutti gli schieramenti e che sarebbe molto utile in una fase nella quale occorre necessariamente trovare una sintesi. Invito, perciò,  i partiti a considerare serenamente l'opportunità di queste opzioni».
TERAMO. «Escludo la possibilita' di accettare la candidatura alla carica di presidente della Provincia di Teramo. Preferisco essere ricordato come l'ultimo dei presidenti eletti piuttosto che come il primo dei nominati».E’ netto il presidente provinciale uscente, Valter Catarra, in merito ad una sua possibile candidatura alle elezioni di secondo livello. E lancia la candidatura del presidente del Consiglio provinciale. 

«Ho sempre affermato con chiarezza quello che penso del nuovo assetto delle Province e del percorso, a mio avviso sbagliato, demagogico e controproducente che il Governo ha scelto», insiste Catarra. «Con coerenza e ringraziando con affetto chi, come Paolo Tancredi e il Nuovo Centro destra, hanno pensato a me, escludo la possibilità di accettare la candidatura alla carica di presidente. Ritengo  - spiega ancora- che in questa difficile fase di traghettamento dell'ente ad un nuovo approdo, per quanto confuso esso appaia, vi sia bisogno di una opzione altamente istituzionale. Il che significa superare ogni contrapposizione fra localismi e personalismi individuando una soluzione che sia in grado, sopra le parti, di garantire e rappresentare gli interessi di tutta comunità provinciale senza creare lacerazioni. Considerato che il meccanismo voluto dal legislatore configura il nuovo ente come un'assemblea di amministratori locali la soluzione più logica, almeno in questa prima fase, è che l'incarico sia assunto dal sindaco del capoluogo in quanto, proprio per questo, assimilabile a un "primus inter pares"».

«Se questo dovesse risultare per il primo cittadino di Teramo un carico istituzionale troppo gravoso sommato a tutte le altre numerose responsabilità, sia allora il presidente del Consiglio uscente a ricevere la designazione e a farsene carico», analizza Catarra. «E' fuor di dubbio il profilo super partes che Mauro Martino ha saputo incarnare alla guida del Consiglio, profilo che gli è riconosciuto da tutti gli schieramenti e che sarebbe molto utile in una fase nella quale occorre necessariamente trovare una sintesi. Invito, perciò,  i partiti a considerare serenamente l'opportunità di queste opzioni».