POLITICA

Ortona, Sel: «confronto pubblico sul piano regolatore portuale»

Chiesto al sindaco un incontro urgente

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PORTO DI ORTONA

Porto di Ortona




ORTONA. Lunedì mattina Sinistra Ecologia e Libertà ha consegnato al sindaco la richiesta di un incontro urgente con i consiglieri comunali, i progettisti, il Comitato porto, gli imprenditori portuali e i rappresentanti della Micoperi per un confronto sul Piano regolatore portuale.

«Consultando le tavole del Piano Regolatore Portuale, rielaborate dai collaboratori del sindaco», spiega patrizio Marino, «i capisce chiaramente, ad esempio, che le richieste di Micoperi non sono state accolte. Questo tradisce il mandato del consiglio comunale del 22 aprile e pone le basi per una rottura con una ditta che sta dimostrando concretamente di voler investire sulla nostra città».
La Micoperi, infatti, oltre al capannone che sta realizzando nell’area portuale, ha illustrato ai consiglieri comunali nella riunione del 21 marzo scorso, i suoi progetti di sviluppo su Ortona, soprattutto sull’area dell’ex Eni in Contrada Sant’Elena, che prevedono una serie di attività legate alla produzione e alla commercializzazione di prodotti di qualità, incrementando in maniera considerevole l’occupazione e l’indotto.
Il Consiglio comunale del 22 aprile scorso si è pronunciato approvando all’unanimità una mozione che delega il sindaco e la giunta comunale a predisporre tutti gli atti necessari a modificare il redigendo Piano regolatore del Porto di Ortona in modo da rendere l’intervento proposto dalla Micoperi «compatibile con lo strumento di pianificazione dell’area portuale ed assicurare lo spazio di manovra dei mezzi navali che dovranno attraccare alla stessa».
Per quanto riguarda il procedimento per la realizzazione di un deposito costiero di Gpl, da realizzarsi sul porto di Ortona, Sel dice no: «la struttura rappresenta un pericolo per l’intera comunità. Pensiamo sia un gravissimo errore concedere ad una ditta privata la creazione di un deposito da utilizzare in regime di monopolio. In questo modo si danneggia la concorrenza, che è un elemento necessario per la vitalità di un porto, perché la banchina utilizzata per il deposito interrato di gas non potrà più essere utilizzata da nessuno. Non si può ipotecare il porto per privilegiare gli interessi di una sola ditta».
Secondo Sinistra Ecologia è Libertà bisognerebbe rivedere la riorganizzazione delle concessioni demaniali, proponendo il porto anche ad altri terminalisti.
«Facciamo appello a tutti i cittadini che si oppongono al progetto di realizzazione del deposito costiero, affinchè ci aiutino a preparare istanze da presentare all’Ufficio regionale per la procedura di V.I.A. contro l’autorizzazione dell’opera», chiede Marino. La scadenza per la presentazione delle istanze è il 23 settembre prossimo.

INCONTRO CON DIRIGENTI ANAS
Intanto nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra dirigenti Anas e amministratori comunali per esaminare alcune problematiche riguardanti la viabilità sul territorio comunale, soprattutto quella in località Foro.
A seguito delle numerose richieste e dei numerosi incontri anche con i vertici regionali dell’Anas, gli amministratori locali hanno ricevuto una notizia positiva.
Il Geometra Quirino Sabatini, responsabile della sezione Anas di Pescara, ha comunicato che nelle prossime settimana l’azienda provvederà ad appaltare i lavori di ricostruzione del ponte sulla variante in località Villamagna –C/da Schiavi, danneggiato da un autocarro e successivamente demolito dalla stessa Anas perché impraticabile. Durante l’incontro, inoltre, sono stati affrontati anche problemi riguardanti la sicurezza stradale e pedonale nel tratto di strada che attraversa la zona del Foro.
Di comune accordo si è deciso di classificare il tratto di strada dal ponte sul fiume Foro fino qualche centinaio di metri oltre la Chiesa Parrocchiale “Strada di Centro Urbano”. In questa maniera la gestione sarà affidata al comune che potrà intervenire per rendere la viabilità più sicura per gli automobilisti e per gli stessi abitanti.