RITORNO AL PASSATO

Francavilla al mare, rimpasto per Luciani. Pd: «minestrina riscaldata»

Entrano Barrone e Bellomo. Fuori Giangiacomo e Di Peco»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2122

palazzo sirena




FRANCAVILLA. Rimpasto di giunta, a metà settimana, per il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani.
Entrano nell’esecutivo l’architetto Marcello Borrone (avrà la delega alla Riqualificazione Urbana e alle Grandi Opere) e il docente di diritto pubblico alla facoltà di Economia aziendale di Pescara Gianluca Bellomo (si occuperà di Ambiente, Patrimonio ed Efficientamento energetico). I due sostituiranno Mario Giangiacomo e Andrea Di Peco.
Sono stati invece confermati Vincenzo Di Lorenzo (vice sindaco con deleghe al Personale e alle Attività Produttive), Francesca Buttari (Politiche Sociali e Istruzione) e Rocco Alibertini (Bilancio).
La delega Cultura e Turismo le ha tenute il sindaco che ha spiegato: «non c’è stata nessuna bocciatura degli assessori uscenti ma la decisione è frutto di una verifica di giunta e di una sintesi che ho fatto tra le tante indicazioni proposte dai vari gruppi consiliari di maggioranza».
Non si sono fatte attendere le critiche come quelle di Edoardo Viani, segretario del Pd: «dopo mesi di annunci e proclami il sindaco ha fatto il rimpastino che sa tanto di minestrina riscaldata senza apportare nessuna novità anzi facendo prevalere, ancora una volta, dinamiche legate al passato».

Secondo l’esponente del Pd, Luciani avrebbe ceduto alle richieste dei gruppi politici che formano l'attuale maggioranza ma che nei fatti conta 8 consiglieri su 17, «una Giunta debole per una maggioranza che si è, via via, sempre più assottigliata a causa delle scelte autolesionistiche dello stesso sindaco».
E Viani punta il dito contro Borrone: «era il dirigente che nell'amministrazione Angelucci ha firmato per l'edificazione del cosiddetto Ecomostro, il resort costruito sulla spiaggia a confine con Pescara, e sempre come tecnico l'anno scorso è stato incaricato dallo stesso sindaco Luciani, percependo, a quanto ci risulta, una parcella di circa 40.000 euro dal Comune, per lo svolgimento di una perizia su Palazzo Sirena. Insomma da uomo di fiducia di Angelucci a uomo di fiducia di Luciani nel segno della “continuità”.
Inopportuno pertanto è stato affidare la delega alle “Grandi Opere” proprio al tecnico che, come “figura terza” si è occupato di studiare l'opera più poderosa della nostra città».
Il Partito Democratico contesta anche la riconferma di un'unica donna in Giunta: «da sempre ci battiamo per una maggiore rappresentatività del genere femminile all'interno delle istituzioni».