POLITICA

Corropoli, polemiche sulla tasi. Fabiano: «copia-incolla venuto male»

«Detrazioni per rifugi alpini ma non per abitazione principale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1737

Corropoli, polemiche sulla tasi. Fabiano: «copia-incolla venuto male»





COROPOLI. E’ polemica a Corropoli sull'approvazione in Consiglio comunale del nuovo regolamento sulla Tasi. Ad alzare la voce è Luigia Fabiano, consigliere comunale e coordinatrice del circolo Pd Corropoli che spiega: «il regolamento è frutto di un copia-incolla non molto riuscito».
«L'assessore Dantino Vallese», sottolinea la Fabiano, «si è ricordato di prevedere una corposa detrazione per i rifugi alpini che hanno sede nel territorio di Corropoli, ma ha dimenticato purtroppo di prevederne per l'abitazione principale, per le famiglie numerose e per i figli minori a carico o disabili».
Sono previsti nel regolamento l’obbligo per i cittadini di presentare la dichiarazione ed effettuare il pagamento dell’imposta anche solo per un euro. «Un singolo euro, che vale una parcella del commercialista e una mezza giornata persa in adempimenti burocratici», contesta la consigliera comunale. «Non solo. Per un singolo euro l’ufficio deve rincorrere il contribuente, emettere una cartella, denunciare per infedele dichiarazione. Un ufficio in cui il lavoro dei funzionari costa al contribuente 25 euro l’ora, deve perdere giorni per rincorrere cittadini che hanno omesso di dichiarare l’imposta di un euro. Vorremmo ironicamente sottolineare che è indubbiamente questa di Corropoli è un’amministrazione vicina ai cittadini, soprattutto ai più deboli. Ed è anche un’amministrazione vicina ai commercialisti».

Fabiano contesta anche il fatto che nell’applicazione delle aliquote per le abitazioni, non siano state previste le detrazioni per prima casa o per famiglie numerose, peraltro richiamate nel regolamento approvato, specificatamente all’art. 7.

Per quanto riguarda gli immobili diversi dalle abitazioni, non si differenziano le aliquote in base al settore di attività e alla tipologia e destinazione degli immobili. «Pagano la stessa aliquota», fa notare l’esponente del Pd, «gli immobili strumentali agricoli, industriali, artigianali, commerciali senza nessuna differenziazione. Pagano la stessa aliquota gli immobili produttivi di reddito e quelli sfitti».