LA POLEMICA

Comune Pescara: sindaco su tasse, «scelta impopolare ma dovuta»

Il centrodestra: «impostazione iniqua sulla Tasi»

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Comune Pescara: sindaco su tasse, «scelta impopolare ma dovuta»

Sammassimo, Alessandrini, Del Vecchio

Comune Pescara: sindaco su tasse, «scelta impopolare ma dovuta »
Il centrodestra: «impostazione iniqua sulla Tasi»
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PESCARA. Dopo l'approvazione in consiglio comunale delle nuove aliquote che porteranno ad una stangata fiscale, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini spiega come stanno le cose, dicendo in sostanza che non si poteva fare altrimenti, per lo stato dei conti dell'ente, e che ora si guarda al futuro. 
«Sapevamo - dice il sindaco - che sarebbe stata la scelta piu' impopolare di tutte sin dalla campagna elettorale. Da allora speravamo che, con i conti alla mano, quando sarebbe arrivato il momento, avremmo potuto provare ad evitarla. In questi mesi ci abbiamo provato, girando e rigirando cifre che lasciavano poco spazio a manovre e tentativi. Ora davanti abbiamo solo l' orizzonte di lavorare per migliorare le cose, con l'impegno di alleggerire la pressione imposta oggi nel prossimo bilancio, per il 2015».
Alessandrini ha sottolineato ancora una volta l’eredità ricevuta da chi occupava prima di lui il timone. 
«Al nostro arrivo abbiamo trovato un bilancio pieno di vuoti, sotto la lente di Corte dei Conti e Revisori e provato da tante spese rinviate e da altre volute a tutti i costi, fatte senza avere la capacita'  di affrontarle e imposte senza considerare le ricadute anche sociali che avrebbero avuto. In cassa, una voragine di circa 20 milioni, documentata dalla Tesoreria dell' Ente, dove entro l'anno dovranno essere reintegrati 30 milioni. Dalla spesa corrente abbiamo tagliato il tagliabile e per andare oltre avremmo dovuto bloccare fino alla fine dell' anno l'attivit'  di scuole, asili, tribunale, mercati, luoghi della cultura, manutenzione della citta', protezione civile, rinviando bollette della luce, consumi per il riscaldamento, utenze al prossimo anno e ipotecando cosi' anche il futuro». 
   Le proposte di ulteriori tagli da parte delle minoranze «le abbiamo vagliate con attenzione», ha assicurato il sindaco, «ma si sono rivelate irrealizzabili. Senza questa scelta, aggiunge Alessandrini, l' ente rischia il default, il fallimento. Un commissario prefettizio assumerebbe le medesime iniziative, procedendo a dei tagli lineari, ciechi e indiscriminati». 
«Sulla manovra», conclude, «noi abbiamo messo la faccia, sapendo che saremmo diventati impopolari, perche' la citta' deve essere portata fuori da questa situazione al piu' presto, per girare pagina e cominciare a scriverne un'altra, ma stavolta insieme, sapendo che sara'  un impegno durissimo. Ora si pongono le condizioni affinche' questo ente possa costituire una piattaforma su cui costruire la comunita' o la nuova citta'  che poi consegneremo al giudizio dei cittadini tra cinque anni».
CENTRODESTRA: «FOLLE STANGATA»
Il centrodestra al Comune di Pescara intanto attacca la maggioranza dopo il via libera, da parte del Consiglio comunale, alle nuove aliquote, che porteranno introiti «di circa 16,5 milioni di euro, con un taglio di appena 150mila euro rispetto alla proposta iniziale». 
Critiche anche nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Antonio Blasioli, che, dopo l'approvazione del maxi emendamento della maggioranza, ha "impedito" di discutere gli emendamenti del centrodestra. 
Dopo le proteste del Movimento 5 Stelle, che ieri sera ha criticato la maggioranza per aver applicato la cosiddetta 'ghigliottina', oggi, a sollevare la polemica, in conferenza stampa, sono stati il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli (Forza Italia), quello del Nuovo Centrodestra, Guerino Testa, e quello di Pescara Futura, Carlo Masci. 
«Riteniamo grave l'atteggiamento della giunta - ha affermato Antonelli - perché noi abbiamo formulato una proposta non demagogica sui tagli da attuare (si poteva arrivare a tre milioni e mezzo di taglio delle spese) e ci siamo seduti al tavolo con l'esecutivo, ma loro hanno risposto che al massimo i tagli potevano arrivare a 200mila euro, il che vuol dire che c'era una mancanza di volontà ad attuarli». 
«Si annuncia una vera e propria stangata, mentre poteva essere di dimensioni inferiori - ha evidenziato il consigliere di Fi -. Ma la questione non è chiusa, perché c'è ancora il regolamento senza il quale quelle tariffe non sono applicabili, ma forse c'é da avere poca fiducia sul futuro se Blasioli manderà in onda la stessa sceneggiatura di ieri. Valuteremo con i legali se è possibile pensare ad un'azione su quanto accaduto, anche se in genere le decisioni del Consiglio sono inappellabili». 
«Una giunta sorda e cieca di fronte agli appelli delle forze sociali - ha commentato Testa -, considerato che la razionalizzazione delle spese e la rimodulazione delle aliquote chieste anche dai sindacati risultano 'non pervenute'. Su molte cose la giunta si è trovata perfettamente d'accordo. Dispiace che i giovani presenti in maggioranza siano rimasti silenti e non abbiano avuto neppure un minimo di sussulto». 
«IMPOSTAZIONE INIQUA PER LA TASI»
Nell'illustrare un prospetto su come cambieranno le tariffe, il capogruppo del Ncd ha parlato di «impostazione iniqua per la Tasi, considerato che non ci sono detrazioni per cui le rendite maggiori pagheranno meno, mentre per l'Irpef ci sarà un aumento per tutti e per l'Imu relativa ai comodati d'uso l'aumento sarà indiscriminato così come per gli immobili strumentali».
 Testa ha poi fatto l'esempio di un professionista con abitazione e studio di proprietà (di circa 100 metri quadri ognuno) e con reddito loro di 36mila euro: «pagherà circa 1.500 euro di tasse, cioè l'86% in più rispetto al 2013». 
Carlo Masci ha parlato di una «operazione antidemocratica e antistorica della maggioranza che non vive la realtà dei cittadini», mentre Blasioli «si è messo la maglia del Pd e ha seguito le indicazioni del partito. Siamo passati in una notte dall'essere la città meno tassata alla città più tassata. L'unico interesse che hanno - ha concluso - è fare cassa per spendere i soldi».

PESCARA. Dopo l'approvazione in consiglio comunale delle nuove aliquote che porteranno ad una stangata fiscale, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini spiega come stanno le cose, dicendo in sostanza che non si poteva fare altrimenti, per lo stato dei conti dell'ente, e che ora si guarda al futuro. 
«Sapevamo - dice il sindaco - che sarebbe stata la scelta piu' impopolare di tutte sin dalla campagna elettorale. Da allora speravamo che, con i conti alla mano, quando sarebbe arrivato il momento, avremmo potuto provare ad evitarla. In questi mesi ci abbiamo provato, girando e rigirando cifre che lasciavano poco spazio a manovre e tentativi. Ora davanti abbiamo solo l' orizzonte di lavorare per migliorare le cose, con l'impegno di alleggerire la pressione imposta oggi nel prossimo bilancio, per il 2015».
Alessandrini ha sottolineato ancora una volta l’eredità ricevuta da chi occupava prima di lui il timone. «Al nostro arrivo abbiamo trovato un bilancio pieno di vuoti, sotto la lente di Corte dei Conti e Revisori e provato da tante spese rinviate e da altre volute a tutti i costi, fatte senza avere la capacita'  di affrontarle e imposte senza considerare le ricadute anche sociali che avrebbero avuto. In cassa, una voragine di circa 20 milioni, documentata dalla Tesoreria dell' Ente, dove entro l'anno dovranno essere reintegrati 30 milioni. Dalla spesa corrente abbiamo tagliato il tagliabile e per andare oltre avremmo dovuto bloccare fino alla fine dell' anno l'attivit'  di scuole, asili, tribunale, mercati, luoghi della cultura, manutenzione della citta', protezione civile, rinviando bollette della luce, consumi per il riscaldamento, utenze al prossimo anno e ipotecando cosi' anche il futuro». 
   Le proposte di ulteriori tagli da parte delle minoranze «le abbiamo vagliate con attenzione», ha assicurato il sindaco, «ma si sono rivelate irrealizzabili. Senza questa scelta, aggiunge Alessandrini, l' ente rischia il default, il fallimento. Un commissario prefettizio assumerebbe le medesime iniziative, procedendo a dei tagli lineari, ciechi e indiscriminati». «Sulla manovra», conclude, «noi abbiamo messo la faccia, sapendo che saremmo diventati impopolari, perche' la citta' deve essere portata fuori da questa situazione al piu' presto, per girare pagina e cominciare a scriverne un'altra, ma stavolta insieme, sapendo che sara'  un impegno durissimo. Ora si pongono le condizioni affinche' questo ente possa costituire una piattaforma su cui costruire la comunita' o la nuova citta'  che poi consegneremo al giudizio dei cittadini tra cinque anni».

CENTRODESTRA: «FOLLE STANGATA»

Il centrodestra al Comune di Pescara intanto attacca la maggioranza dopo il via libera, da parte del Consiglio comunale, alle nuove aliquote, che porteranno introiti «di circa 16,5 milioni di euro, con un taglio di appena 150mila euro rispetto alla proposta iniziale». Critiche anche nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Antonio Blasioli, che, dopo l'approvazione del maxi emendamento della maggioranza, ha "impedito" di discutere gli emendamenti del centrodestra. Dopo le proteste del Movimento 5 Stelle, che ieri sera ha criticato la maggioranza per aver applicato la cosiddetta 'ghigliottina', oggi, a sollevare la polemica, in conferenza stampa, sono stati il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli (Forza Italia), quello del Nuovo Centrodestra, Guerino Testa, e quello di Pescara Futura, Carlo Masci. «Riteniamo grave l'atteggiamento della giunta - ha affermato Antonelli - perché noi abbiamo formulato una proposta non demagogica sui tagli da attuare (si poteva arrivare a tre milioni e mezzo di taglio delle spese) e ci siamo seduti al tavolo con l'esecutivo, ma loro hanno risposto che al massimo i tagli potevano arrivare a 200mila euro, il che vuol dire che c'era una mancanza di volontà ad attuarli». «Si annuncia una vera e propria stangata, mentre poteva essere di dimensioni inferiori - ha evidenziato il consigliere di Fi -. Ma la questione non è chiusa, perché c'è ancora il regolamento senza il quale quelle tariffe non sono applicabili, ma forse c'é da avere poca fiducia sul futuro se Blasioli manderà in onda la stessa sceneggiatura di ieri. Valuteremo con i legali se è possibile pensare ad un'azione su quanto accaduto, anche se in genere le decisioni del Consiglio sono inappellabili». 
«Una giunta sorda e cieca di fronte agli appelli delle forze sociali - ha commentato Testa -, considerato che la razionalizzazione delle spese e la rimodulazione delle aliquote chieste anche dai sindacati risultano 'non pervenute'. Su molte cose la giunta si è trovata perfettamente d'accordo. Dispiace che i giovani presenti in maggioranza siano rimasti silenti e non abbiano avuto neppure un minimo di sussulto». 

«IMPOSTAZIONE INIQUA PER LA TASI»

Nell'illustrare un prospetto su come cambieranno le tariffe, il capogruppo del Ncd ha parlato di «impostazione iniqua per la Tasi, considerato che non ci sono detrazioni per cui le rendite maggiori pagheranno meno, mentre per l'Irpef ci sarà un aumento per tutti e per l'Imu relativa ai comodati d'uso l'aumento sarà indiscriminato così come per gli immobili strumentali». Testa ha poi fatto l'esempio di un professionista con abitazione e studio di proprietà (di circa 100 metri quadri ognuno) e con reddito loro di 36mila euro: «pagherà circa 1.500 euro di tasse, cioè l'86% in più rispetto al 2013». Carlo Masci ha parlato di una «operazione antidemocratica e antistorica della maggioranza che non vive la realtà dei cittadini», mentre Blasioli «si è messo la maglia del Pd e ha seguito le indicazioni del partito. Siamo passati in una notte dall'essere la città meno tassata alla città più tassata. L'unico interesse che hanno - ha concluso - è fare cassa per spendere i soldi».