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Comune Pescara, Alessandrini: «conti in difficoltà, tesoretto D’Alfonso andato perduto»

«Il centrodestra ci lascia 17 milioni di anticipazioni»

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COMUNE PESCARA

Comune Pescara, Alessandrini: «conti in difficoltà, tesoretto D’Alfonso andato perduto»
«Il centrodestra ci lascia 17 milioni di anticipazioni».
Comune, pescara, marco alessandrini, luciano d’alfonso
 PESCARA. Avvicendamento formale all’inizio della settimana  anche per la Tesoreria dell’Ente. 
Un passaggio dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia, avvenuto presso la Banca Caripe con la verifica straordinaria di cassa e della gestione del servizio di Tesoreria, come il Decreto legislativo n. 267 del 2000 impone.
Un passaggio che ha certificato ancora una volta la situazione finanziaria dell’Ente, dalla quale risulta un utilizzo della disponibilità di anticipazione fissata dalla legge a 29 milioni, pari a 17.981.189,87. 
«Al momento del passaggio dalla precedente amministrazione di centrosinistra al sindaco Mascia risultava una situazione completamente  ribaltata, con 20 milioni 293.687 euro  di disponibilità, senza ricorso ad alcuna anticipazione», ha ricordato il neo sindaco Marco Alessandrini. «Un tesoretto che è andato perduto con l’amministrazione uscente, che ci ha consegnato conti in evidente difficoltà». 
Adesso che fare? Si devono mettere i conti in ordine e il sindaco spiega: «l’obiettivo è lavorare per migliorare la situazione, lo faremo studiando con categorie e cittadini la strategia migliore da attuare».
Inoltre qualche giorno fa il presidente della commissione Finanze Giuseppe Bruno ha annunciato che il bilancio del Comune sarebbe gonfiato da 35 milioni di euro di crediti non più esigibili.  
L’allarme è stato lanciato dalla Soget ma era stato già certificato qualche giorno prima dai revisori dei conti che hanno scritto:  «L’entità dei residui attivi (crediti) risultanti dal bilancio non può ritenersi attendibile. L’elenco dei residui attivi di parte corrente reca risorse risalenti anche a dieci-venti anni fa, per le quali sarebbe stata opportuna un’esplicita analisi in ordine alla validità dei titoli, alle eventuali prescrizioni e allo stato del debitore». «Il collegio», si legge ancora nella relazione «ha richiesto formalmente alla Soget le risultanze dei crediti ritenuti inesigibili sulla base degli intervenuti fallimenti, ovvero dei decessi dei debitori o dell’infruttuosità dei procedimenti esecutivi». 
E ormai da giorni si teme che possa arrivare una stangata sulle tasse. Ma l’assessore runa Sammassimo ha allontanato lo spettro: «partiamo da una situazione di disavanzo amministrativo che bisogna recuperare nell’immediato, stiamo cercando di razionalizzare risparmiando su tutte le spese non obbligatorie. Stiamo lavorando per arrivare ad una situazione di pareggio nel bilancio di previsione 2014. Nessuna stangata, ma la necessità di ripianare una situazione di disavanzo certificata anche dai conti bancari dell’ente che potrebbe costringere a rivedere le aliquote, ma non è detto che ciò avvenga». 
 PESCARA. Avvicendamento formale all’inizio della settimana  anche per la Tesoreria dell’Ente. Un passaggio dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia, avvenuto presso la Banca Caripe con la verifica straordinaria di cassa e della gestione del servizio di Tesoreria, come il Decreto legislativo n. 267 del 2000 impone.Un passaggio che ha certificato ancora una volta la situazione finanziaria dell’Ente, dalla quale risulta un utilizzo della disponibilità di anticipazione fissata dalla legge a 29 milioni, pari a 17.981.189,87 euro. 

«Al momento del passaggio dalla precedente amministrazione di centrosinistra al sindaco Mascia risultava una situazione completamente  ribaltata, con 20 milioni 293.687 euro  di disponibilità, senza ricorso ad alcuna anticipazione», ha ricordato il neo sindaco Marco Alessandrini. «Un tesoretto che è andato perduto con l’amministrazione uscente, che ci ha consegnato conti in evidente difficoltà». Adesso che fare? Si devono mettere i conti in ordine e il sindaco spiega: «l’obiettivo è lavorare per migliorare la situazione, lo faremo studiando con categorie e cittadini la strategia migliore da attuare».Inoltre qualche giorno fa il presidente della commissione Finanze Giuseppe Bruno ha annunciato che il bilancio del Comune sarebbe gonfiato da 35 milioni di euro di crediti non più esigibili.  

L’allarme è stato lanciato dalla Soget ma era stato già certificato qualche giorno prima dai revisori dei conti che hanno scritto:  «L’entità dei residui attivi (crediti) risultanti dal bilancio non può ritenersi attendibile. L’elenco dei residui attivi di parte corrente reca risorse risalenti anche a dieci-venti anni fa, per le quali sarebbe stata opportuna un’esplicita analisi in ordine alla validità dei titoli, alle eventuali prescrizioni e allo stato del debitore». «Il collegio», si legge ancora nella relazione «ha richiesto formalmente alla Soget le risultanze dei crediti ritenuti inesigibili sulla base degli intervenuti fallimenti, ovvero dei decessi dei debitori o dell’infruttuosità dei procedimenti esecutivi». 

E ormai da giorni si teme che possa arrivare una stangata sulle tasse. Ma l’assessore runa Sammassimo ha allontanato lo spettro: «partiamo da una situazione di disavanzo amministrativo che bisogna recuperare nell’immediato, stiamo cercando di razionalizzare risparmiando su tutte le spese non obbligatorie. Stiamo lavorando per arrivare ad una situazione di pareggio nel bilancio di previsione 2014. Nessuna stangata, ma la necessità di ripianare una situazione di disavanzo certificata anche dai conti bancari dell’ente che potrebbe costringere a rivedere le aliquote, ma non è detto che ciò avvenga».