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Lite su croce celtica, bagarre a Consiglio regionale Abruzzo

Grillini contro Fi, «Costituzione vieta ricostituzione fascismo»

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Lite su croce celtica, bagarre a Consiglio regionale Abruzzo

Nel cerchio rosso il ciondolo




L'AQUILA. Una Croce celtica "sfoggiata" dal consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo, sotto la camicia aperta e nel primo Consiglio regionale ordinario della nuova amministrazione d'Abruzzo scoppia la bagarre nella minoranza.
Nel giorno dedicato ai commenti sui punti programmatici del neo governatore Luciano D’Alfonso, l’opposizione ha ‘demolito’ il programma di governo ma non sono mancate scintille tra gli stessi esponenti di minoranza.
Ad attaccare per primo è stato il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Leandro Bracco: «Voglio ricordare che la dodicesima disposizione transitoria della nostra Costituzione vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista». Risponde l'esponente forzista, Mauro Febbo: «Chi conosce un po' di storia sa che la croce è il simbolo di una parte della Cristianità ed è proprio il significato tradizionalista a cui faccio riferimento. Quello riferito al partito fascista fatto dal Movimento 5 stelle, viceversa, non mi appartiene».
La miccia per la polemica in Aula è stata innescata dall' esito, nei giorni scorsi, dell'elezione a capo della commissione di Vigilanza andata a Febbo, scelto come consigliere più anziano, a discapito del candidato grillino Sara Marcozzi, al termine della votazione finita 6 a 6. Un epilogo, secondo il grillino Bracco, «cui si è giunti per i giochetti promossi da Febbo e da Forza Italia d'intesa con la maggioranza di centrosinistra che gli ha dato un voto decisivo». I pentastellati hanno parlato chiaramente di «inciucio». 

I forzisti, infatti, contano 5 consiglieri mentre il M5s ne ha 6, essendo «il primo gruppo di opposizione e il secondo partito del Consiglio regionale».
«Estromettendoci dalla commissione di Vigilanza e dall'Ufficio di presidenza - continua Bracco - hanno calpestato la nostra dignità politica di partito che ha collezionato il voto di 145 mila abruzzesi, dando invece rappresentanza a formazioni molto meno votate».
E tornando alla Croce celtica: «C'è una forte contraddizione tra il Febbo che, con la camicia aperta, mette in bella mostra la croce celtica, e il Febbo che si alza in piedi per l'inno di Mameli a inizio seduta».
Ribatte Febbo citando «padre Doncoeur, secondo cui il simbolo era riferito alla resistenza cristiana all'antisemitismo, quindi i grillini studino un po' di più, a partire dalla storia».