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Celano, Piccone perde due assessori, Pd: «vada a casa anche lui»

Venerdì Di Loreto e Piperni si sono dimessi

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Filippo Piccone

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CELANO. Il consigliere del Partito Democratico al Comune di Celano chiedono al sindaco Filippo Piccone di chiudere definitivamente «dieci anni di fallimentare governo cittadino».
Nei giorni scorsi si sono dimessi i due assessori di Forza Italia, Adelio Di Loreto (sport e viabilità) e Cesidio Piperni, (borghi e agricoltura).
«La decisione trae origine dal mancato coinvolgimento nelle decisioni amministrative dell’ente, (da ultimo le recenti assunzioni a tempo determinato)», hanno spiegato i due.
«Riteniamo corretto e doveroso restituire», hanno aggiunto gli ormai ex assessori nella lettera consegnata al sindaco, «le deleghe affidateci, precisando che la nostra decisione non ha nulla di personale nei suoi confronti. Continueremo infatti in ossequio al mandato conferitoci dagli elettori, ad apportare il nostro contributo da consiglieri all’assise comunale».
Per i consiglieri comunali del Pd Antonello Di Stefano, Carlo Cantelmi, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi, Daniele Bombacino questa è l’ultima prova di una amministrazione arrivata al capolinea.
«Piperni e Di Loreto, certificano oltre ogni ragionevole dubbio la dissoluzione della maggioranza al Comune di Celano», dicono dall’opposizione. «É tempo ormai che il Sindaco Piccone prenda atto della realtà dei fatti e ponga fine a questa lunga agonia di cui è stato il principale artefice. Il gesto dei due ex assessori non è che l'epilogo di una lunga e triste vicenda di cui è opportuno ricordare le tappe: la cacciata dell'ex vice sindaco Elio Morgante, le dimissioni mai chiarite dell'assessore Del Corvo, la vicenda dei quattro consiglieri dissidenti risolta con la poltrona di assessore a Ciciotti, la spaccatura del PdL, con la nascita di un Circolo di FI, manifestatasi alle elezioni europee nella guerra fratricida che ha contribuito alla sconfitta elettorale di Piccone. Senza dimenticare il grave episodio delle dimissioni del Sindaco nel 2012, poi revocate, e il continuo ricorso a sedute di Consiglio comunale in seconda convocazione per mancanza dei numeri necessari».

Secondo i consiglieri di minoranza la città sarebbe «abbandonata a se stessa, impoverita da quattro anni di tasse, sperperi e clientele. Niente altro. Il gesto dei due ex assessori, seppur tardivo, è apprezzabile in quanto necessario, ma non sufficiente, a mettere fine ad un sistema di potere che gli stessi Piperni e Di Loreto condannano nella loro lettera di dimissioni».