LA POLEMICA

San Salvo, D’Alfonso tagliati 800 mila euro per due nuove palestre

Consiglieri comunali protestano: «siamo sconcertati e dispiaciuti»

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Tiziana Magnacca

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SAN SALVO. I capigruppo consiliari Stefano Battista (Pdl-Forza Italia), Fabio Raspa (Gruppo Misto), Eugenio Spadano (Lista Popolare) e Luciano Torricella (San Salvo Città Nuova) si dicono «sconcertarti e dispiaciuti» per la decisione della Giunta regionale di revocare i finanziamenti europei destinati alla costruzione delle nuove palestre di via Ripalta e del Rione Marina che gli alunni aspettavano da tempo.
Nel corso della seduta di ieri del Consiglio comunale di San Salvo, il consigliere Nicky Argirò è intervenuto per porre all’attenzione dell’assemblea il problema dell’assegnazione dei fondi europei ex Pain deliberati dall’ex giunta Chiodi. A San Salvo spettavano 500mila euro per via Ripalta e 300 per il Rione Marina.
Dal Comune di San Salvo parte l’invito all’indirizzo del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dell’assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci, perché non vengano revocati i finanziamenti europeo.
La nuova giunta targata D’Alfonso con la delibera 465 dello scorso 8 luglio ha bloccato e congelato la programmazione dei fondi ex Pain preannunciando entro l’8 agosto la riprogrammazione dei finanziamenti.
«Considerato che anche in un comune vicino a guida centrosinistra è stata fatta richiesta per il rifacimento del campo sintetico», dicono i capigruppo, «ci stupirebbe se un’opera venisse finanziata e un’altra no solo perché governata da amministrazioni di colore politico diverso».
I consiglieri comunali di minoranza lanciano un appello ai consiglieri comunali del Pd Luciano Cilli e Arnaldo Mariotti, legati al segretario regionale del Pd Silvio Paolucci nonché assessore regionale al Bilancio e al consigliere regionale del Pd eletto in questa provincia Camillo D’Alessandro: «si attivino per non cancellare i finanziamenti destinati agli alunni delle scuole di via Ripalta e del Rione Marina».
Ma ieri in Consiglio è scoppiata anche un’altra polemica quando il presidente del Consiglio Comunale Eugenio Spadano e il sindaco Tiziana Magnacca hanno bloccato sul nascere la discussione del punto all’ordine del giorno firmato dai consiglieri di Angelucci, Di Stefano e Marchese e dal consigliere Sannino sulla riorganizzazione della Polizia Locale di San Salvo dopo le note vicende che hanno interessato la città.

I consiglieri parlano di «vergognoso atteggiamento di Spadano, che ha calpestato ogni forma regolamentare e che dall’inizio dell’anno ha convocato solo due consigli comunali a dimostrazione di quanto questa amministrazione non produce e non lavora». Ma l’opposizione ha puntato il dito anche contro il sindaco: «ha offeso gratuitamente i consiglieri di minoranza chiamandoli, tra l’altro, “piccoli e meschini” e di fatto impedendo loro di argomentare il punto all’ordine del giorno. Noi non reagiremo agli insulti ma certamente investiremo le autorità competenti ed in particolare il Prefetto di Chieti del gravissimo comportamento di questa amministrazione antidemocratica e violenta».
Intanto il sindaco ha chiarito che, come scritto dello stesso avvocato del Comune, le scelte operate dalla Giunta Marchese nel marzo 2010 «hanno compromesso del tutto la possibilità di nominare un nuovo comandante.
Infatti Benedetto Del Sindaco, a cui era stata data fiducia sino a 3 mesi prima, è stato rimosso ma non è stato privato della qualifica di comandante».
«Anzi», spiegano da Palazzo di Città, «è stato creato per tale comandante un servizio ad hoc, quello del contenzioso, con ulteriore spesa a carico dei cittadini, con ulteriore conferma della responsabilità di servizio e conseguenti riconoscimento di indennità. Quelle scelte impediscono oggi di fare un concorso per un nuovo comandante».
Inoltre il sindaco ha chiarito che il Comune ha sospeso dal servizio coloro che sono stati raggiunti da provvedimenti della Giustizia.

MAGNACCA: «MAI DETTO QUELLE COSE»

Smentisce la ricostruzione dell’opposizione il sindaco Tiziana Magnacca: «la minoranza è chiaramente nervosa, in un manifesto stato confusionale. A proposito del Consiglio comunale di martedì scorso giammai mi sono rivolta ad alcuno con i termini riportati, che ho invece usato in riferimento ad una politica che non riesce ad abbandonare, tanto fa rappresentare i fatti in modo non veritiero, il gioco delle parti e la battaglia di steccato, neanche quando si tratta di diritti costituzionali e del bene dell’Ente. Le registrazioni della seduta del Consiglio, che pubblicheremo, smentiranno un comunicato che evidenzia la perdita di controllo e di responsabilità da parte di San Salvo Democratica.  Né il sindaco né il Presidente del Consiglio hanno vietato alcunché, ma il Consiglio, nella pienezza delle sue prerogative e secondo i numeri della democrazia, hanno respinto una mozione tesa a fare un processo penale dentro un’aula consiliare. D’altro canto il tenore della mozione era chiaro. Il Consiglio non è il luogo in cui si dispensa giustizia o, peggio, come qualcuno vorrebbe, il luogo delle vendette e delle rivendicazioni personali.  Oggi più che mai occorre avere il senso delle Istituzioni e il rispetto verso la Magistratura che ancora sta indagando. Le baruffe, i vari “vergognatevi”, gli insulti urlati in aula dalle opposizioni dovrebbero appartenere al passato e sarebbe auspicabile da tutti coloro che amministrano la Città, ognuno per il proprio ruolo, il recupero del valore della responsabilità».

«Non comprendo onestamente», aggiunge il primo cittadino, «il livore su questa questione del consigliere comunale Domenico Di Stefano, già assessore alla Polizia municipale, visto che ha sempre dimostrato compostezza e moderazione. Per il rispetto che dobbiamo alle Istituzioni invito ad avere fiducia nella Magistratura e a recuperare la necessaria serenità, stranamente compromessa».