L'INIZIATIVA

Scafa, un futuro centro turistico nell’ex convento delle Clarisse?

La proposta è stata presentata al sindaco

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Scafa, un futuro centro turistico nell’ex convento delle Clarisse?





SCAFA. L’ex convento delle suore Clarisse di Scafa, conosciuto anche come Palazzo Paparella, andrebbe riqualificato per farne un centro ricettivo che abbia una sua centralità nel contesto d’una nuova pianificazione territoriale.
Questa è la proposta sostenuta dall’architetto Luana Laerzio nella sua tesi di laurea, discussa di recente e presentata nei giorni scorsi proprio nell’edificio dell’ex convento, alla presenza del sindaco di Scafa e di diversi amministratori comunali del comprensorio.
Per la Laerzio, se si vuole sfruttare le potenzialità del territorio in questione, occorre ragionare in termini di «reti» o «percorsi», come la turistica, l’enogastronomica, quella dell’architettura religiosa, l’architettonica civile (per esempio, i borghi storici) e quella culturale (musei, siti archeologici, come gli scavi di Catignano). In questa nuova pianificazione territoriale, Palazzo Paparella, grazie anche alla sua posizione (è di fronte allo scalo ferroviario, vicino al parco di Villa Bianca...) dovrebbe essere adibita ad uso ricettivo, diventando un centro di promozione di turistica, dotato di servizio accoglienza, sala multimediale, alloggi, servizio ristorazione, con serra in vetro e pannelli fotovoltaici.
Proposta che, nel corso del dibattito seguito alla presentazione della tesi, è stata definita «interessante» dalla professoressa Carlettini, ricercatrice di Storia dell’Arte Medievale, del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali di Chieti, perché, spiega, «nel progetto della Laerzio vengono messi insieme i saperi del territorio, compresi l’artigianato, l’olio ed il vino, dunque quest’edificio diverrebbe un luogo di conoscenza, un luogo di lettura storico-artistica della zona. Non dimentichiamoci che tre antiche fondazioni monastiche sorsero in questi luoghi, precisamente a San Liberatore a Majella, a San Clemente a Casauria ed a Santa Maria d’Arabona».
Per il professor Fusaro, Ordinario di Urbanistica, del Dipartimento d’Architettura di Pescara, nella pianificazione territoriale, oggi, occorre attribuire primaria importanza «all’infrastruttura telematica, al cablaggio in fibra ottica ed alla difesa del suolo, cioè l’ecosostenibilità. Tutto ciò esige un rapporto di stretta collaborazione tra enti locali ed università. È fondamentale essere creativi, avere pronti i progetti quando escono i bandi. Spesso le amministrazioni locali perdono investimenti per mancanza di progettualità. Da questo punto di vista, Scafa rappresenta un buon esempio, dato che tra questo Comune ed il Dipartimento d’Architettura di Pescara esiste già da anni un rapporto di collaborazione».
Di «rigenerazione territoriale» ha parlato il professor Pozzi, Direttore del Dipartimento di Architettura di Pescara, affermando che potrebbe essere utile «un concorso di idee per giovani achitetti, per rilanciare non solo questo edificio, ma l’intero comparto.» Moderatore della tavola rotonda è stato il professor Antonio Basti, relatore della tesi di Luana Laerzio. Sia il Sindaco, Maurizio Giancola, che il consigliere comunale delegato Giuliano Di Fiore hanno ribadito che il Comune di Scafa intende rafforzare la partnership tra il Comune di Scafa ed il Dipartimento d’Architettura.