POLITICA

Teramo, M5S attacca Brucchi: «no al sindaco part time, offende i cittadini»

Polemiche anche sulla giunta e sulla «finta opposizione»

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Teramo, M5S attacca Brucchi: «no al sindaco part time, offende i cittadini»




TERAMO. «Faccia un atto coraggioso, quasi eroico: si metta in aspettativa e incominci a svolgere seriamente il suo ruolo di sindaco».
La polemica sul primo cittadino part time ha ‘perseguitato’ Maurizio Brucchi per tutto il primo mandato. Ma questa questione, è evidente già da ora, lo assillerà anche per tutta la seconda consiliatura.
Brucchi ha infatti annunciato che si occuperà dei problemi della città (indennità di carica di 27 mila euro all’anno) ma che contemporaneamente continuerà a svolgere la professione di medico ospedaliero come responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Senologia presso la ASL di Teramo (secondo il Fatto Teramano nel 2012 ha percepito uno stipendio di 75.284,47 euro).
Tante le polemiche che lo hanno investito negli anni passati da parte di chi gli chiedeva se una città capoluogo di provincia si potesse amministrare non a tempo pieno. Lui ha sempre respinto le accuse chiedendo ai contestatori di giudicare il suo operato e non i minuti di permanenza a Palazzo di Città.
Ora torna alla carica il Movimento 5 Stelle che da un mese siede per la prima volta in Consiglio comunale: «Brucchi ritiene di essere dotato di abilità particolari che le consentano di svolgere diversi ruoli contemporaneamente?», domanda Benedetto Zippilli, portavoce del M5S.

«Ci sembra irrispettoso verso i cittadini teramani, che pure sembrerebbero averla votata per poi pentirsene a tempo di record».
I pentastellati contestano anche la composizione della giunta e puntano il dito contro alcune scelte compiute dal primo cittadino: «perchè un illustre figlio di cotanto padre, legato a doppio filo ad una nota banca teramana, è stato nominato assessore al commercio? E perché la figlia del suo Capo Dipartimento è diventata assessore della sua giunta? E ci risulta che persino sua moglie sia un dirigente della Team, società di cui il Comune è maggiore azionista e di cui lei è garante e controllore…»
Non mancano critiche anche all’opposizione che i grillini definiscono «una non-opposizione», ma anche «un ossimoro vivente di finta sinistra con il salotto e gli interessi a destra tenuta in piedi da alcuni cronisti compiacenti. E intanto la discarica “La Torre” rimane una emergenza, addirittura a rischio ampliamento a causa di un ricorso – ad oggi non ritirato – da parte del Comune. E insieme ai rifiuti di Poggio Cono si alzano miasmi altrettanto puteolenti dalla attuale Giunta, martoriata da innumerevoli conflitti di interesse».
C’è poi il capitolo Team: «chi se ne importa se l’obolo a carico dei cittadini è sempre più alto, se la tariffa dei rifiuti è schizzata alle stelle negli ultimi anni e se il sindaco si è già rimangiato, davvero a tempo di record, la promessa elettorale di ridurla del 40%? E a chi interessa se il sito internet della Team non ha mai attivato la sezione dedicata alla trasparenza, se gli atti adottati sono avvolti da una cortina fumogena impenetrabile, se non si conoscono i bilanci, i costi di personale, collaboratori e consulenti e se si viola una legge dello Stato con cotanta nonchalance? Non fa lo stesso anche la Ruzzo Reti?»