POLITICA DISCENDENTE

Teodoro jr, il ‘consiglio’ del suo ex prof: «sei una brava ragazza ma dimettiti»

Il docente è il deputato del M5S Gianluca Vacca

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Teodoro jr, il ‘consiglio’ del suo ex prof: «sei una brava ragazza ma dimettiti»




PESCARA. Non ha ancora cominciato a lavorare e il fiume di polemiche non si arresta.
Veronica Teodoro, vent’anni tra un mese, nominata la settimana scorsa assessore della neo giunta di Marco Alessandrini, è finita anche sulle pagine dei giornali nazionali per la sua scalata velocissima: dai banchi di scuola al banco del Consiglio comunale.
E’ l’assessore più giovane d’Italia ma anche l’«assessore grazie a papà», come l’ha ribattezzata il Giornale.
E il papà è Gianni Teodoro, assessore prima della giunta di centrodestra di Pace, poi della giunta di centrosinistra di D'Alfonso e quindi della giunta Mascia, di nuovo centrodestra. Componente del consiglio provinciale di Pescara prima in maggioranza e poi all'opposizione, ora nuovamente con il cuore che batte a sinistra, anche in Regione, dove però non ce l’ha fatta ad entrare.
E’ stato lui a proporre la figlia in giunta, lo ha ammesso anche la figlia che non poteva di certo smentirlo. «Mi ha dato solo due ore di tempo per decidere». E lei ha detto sì «senza pensarci troppo», ha raccontato a Repubblica. E la meritocrazia?

«Ha scelto mio padre, è vero, ma alla fine il sindaco Alessandrini poteva anche dire di no. È lui che mi ha nominato e mi ha indicato come sua collaboratrice. Si fida di me, anche se mi conosce poco. Devo ricambiare questa fiducia». Attualmente è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza a Bologna, in questo periodo è tornata a Pescara per studiare poi per l’anno prossimo ha annunciato che dovrà organizzarsi. Dopo la nomina «mi hanno chiamato tutti. Mio zio Piernicola che è consigliere comunale a Pescara. E anche l’altro mio zio Maurizio che diversi anni fa è stato assessore regionale». Già i tre fratelli Teodoro, i moschettieri del trasformismo politico.
Bersaglio di critiche da parte della politica è stata presa di mira anche dagli ex compagni di scuola che su Facebook gliene hanno dette di tutti i colori («sono state le critiche che mi hanno ferito di più. Papà, però, dice che questo purtroppo rientra nelle difficoltà della strada che ho deciso di intraprendere»).
Ma in queste ore anche un suo ex professore le chiede di lasciare quel posto. Non un prof qualunque, ma il deputato grillino Gianluca Vacca che mette racconta: «è stata mia allieva per i tre anni delle medie». Vacca mette da parte i suoi soliti modi aspri ma il consiglio glielo invia ugualmente: «dimettiti. E’ un consiglio che credo avrebbero condiviso quei due eroi (Falcone e Borsellino, ndr) di cui spesso abbiamo parlato a scuola, e ai quali tu stessa dici di volerti ispirare».
«E’ una ragazza in gamba che io conosco bene», continua Vacca che dunque si unisce al coro dei colleghi grillini Pescaresi che le hanno chiesto di lasciare quel posto.
Il Movimento Cinque Stelle di Pescara non ha dubbi: «Teodoro consegni le sue dimissioni, consentendo, in questo modo, a tutti coloro che abbiano le competenze e l’esperienza di poter accedere al ruolo a lei - iniquamente - assegnato attraverso una più giusta, corretta e pubblica selezione in base al curriculum posseduto».
La richiesta, spiega Enrica sabatini, arriva dopo «aver intercettato il profondo dissenso di centinaia di cittadini di fronte alla totale assenza di criteri elettivi, democratici e meritocratici alla base della nomina ma solo esclusivamente in relazione a “criteri di consaguineità”» . 

«Dia un esempio», continua Sabatini, « di netta discontinuità rispetto a quest’ultimo rinunciando all’immeritata agevolazione che il suo cognome le sta consentendo».
Secondo i grillini consegnando le sue dimissioni la ragazza «manifesterebbe un profondo rispetto verso tutti i coetanei (e non solo) che nonostante il merito, le competenze e l’impegno personale non hanno la possibilità di accedere ad un posto di lavoro proprio a causa delle logiche così simili di clientelismo e di raccomandazioni».
Ma i pentastellati chiedono ad Alessandrini di essere coerente con le sue promesse elettorali: «questa scelta, scrivendo una delle pagine più tristi della nostra amministrazione comunale, ci dimostra con forza quanto la spartizione delle poltrone e la restituzione dei "favori elettorali" si siano già dimostrati gli strumenti privilegiati di questa amministrazione e soprattutto rende chiaro all’opinione pubblica quanto, già nella sua prima azione politica, il Sindaco eletto riveli, in maniera lampante, una fragilità decisionale e politica sconcertante».
Ma anche il coordinatore di Forza Italia giovani di Pescara, Alessandro D'Alonzo, interviene sulla nomina.
«La vicenda è l'ennesima conferma che il cambiamento tanto sbandierato dalla maggioranza di centrosinistra non c'è stato affatto. È una versione di nepotismo 2.0 che Pescara non merita. Non voglio prendermela con il giovane assessore, che non ha nessuna colpa, bensì poniamo l'attenzione sulla sua poca formazione ed esperienza. Non posso che denunciare - conclude D'Alonzo - l'ennesima politica clientelare offerta dal solito centrosinistra pescarese».