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Chieti, scontro centrodestra - Pd sulle case popolari

Battaglia sull’odg che accusava il sindaco di non aver vigilato

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Chieti, scontro centrodestra - Pd  sulle case popolari

Comune di Chieti




CHIETI. Emiliano Vitale, consigliere comunale di maggioranza, definisce «atto di sciacallaggio politico» l’odg di Filippo Di Giovanni (Pd), poi bocciato, che chiedeva di formulare una censura politica nei confronti del Sindaco Di Primio e della sua giunta per “culpa in vigilando”, con riferimento alle assegnazioni illegittime degli alloggi popolari comunali.
Sull’argomento fu istituita a suo tempo una commissione interna di indagine – presieduta dal consigliere avvocato Gabriele Salvatore - che ha scoperto una serie di irregolarità anche gravi e soprattutto ha messo sotto accusa la prassi di assegnare direttamente gli alloggi, nonostante che la legge regionale non assegni questa competenza alla Giunta comunale.
 La relazione finale di questa commissione è stata poi comunicata alla Procura che sta indagando su questi risultati riferiti al 2013, 2012 e a parte del 2011.
«Accusando di “culpa in vigilando” il Sindaco si chiedeva di fatto che il Consiglio si sostituisse alla Magistratura», sostiene Vitale, che critica anche l’operato della Commissione che non avrebbe controllato «tutte le pratiche di assegnazione anche delle precedenti Amministrazioni, cosa che avrebbe permesso di avere un quadro più preciso e di riscontrare come negli anni la politica non abbia messo a disposizione strumenti idonei affinché gli alloggi venissero assegnati nella maniera più corretta possibile».

 La critica è rivolta anche all’ex capogruppo Pdl Vincenzo Ginefra che non «ha mai aggiornato il suo gruppo e non ha garantito la rappresentatività della maggioranza in Commissione, visto che forse già meditava il passaggio con D’Alfonso».
«La Commissione che ho presieduto – chiarisce l’avvocato Salvatore – ha scoperto clamorosi abusi nell’assegnazione degli alloggi e soprattutto ha evidenziato che c’era una prassi illegittima con la Giunta che decideva a chi assegnare le case popolari, pur non essendone competente. Vitale sa bene che non è stato possibile scoprire se anche il centrosinistra ha adottato la stessa prassi e commesso gli stessi abusi, perché la richiesta di proroga dei lavori della commissione è stata respinta. Dirò di più: avremmo potuto lavorare meglio e più rapidamente se fosse stato possibile riunirci più spesso di due volte al mese. Quindi le critiche di Vitale alla Commissione sono strumentali. Se poi lui non si sentiva rappresentato dai suoi consiglieri di maggioranza poteva chiedere di sostituirli. Quanto all’odg, si fa confusione: il consiglio comunale formula un giudizio politico, mentre la legittimità degli atti spetta solo alla magistratura».
 Una semplice schermaglia maggioranza - opposizione sul tema scottante degli alloggi venuto alla luce dopo l’arresto dell’assessore Ivo D’Agostino?
Non sembra. Il timore di possibili risvolti giudiziari rende nervosi i responsabili delle assegnazioni contestate e toglie lucidità ad alcuni. E come sempre la confusione nasconde il problema vero: ha ottenuto un’abitazione popolare chi non ne aveva né il diritto né i titoli e l’assegnazione è stata decisa dalla Giunta comunale, che non è competente né se è di centrodestra né se è di centrosinistra.

Sebastiano Calella