IL FATTO

Provincia Teramo e proroga contratti, Catarra si difende: «è continuità amministrativa»

Ieri le proteste di Cgil e Uil

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Valter Catarra

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TERAMO. «Non ho affatto rinnovato l'incarico al direttore generale Gianna Becci e al dirigente Danilo Crescia».
Così il presidente della provincia Valter Catarra replica alle proteste della Cgil e della Uil che avevano denunciato l’illegittimità dell’atto.
«Il suo primo atto da nuovo presidente - si legge nella lettera aperta inviata a Catarra dal rappresentante sindacale Cgil Amedeo Marcattili - contiene la prima illegittimità del suo nuovo corso». L'atto cui Marcattili fa riferimento è quello con cui Catarra, il 12 giugno, ha prolungato i due incarichi dirigenziali, «nel rispetto del principio della continuità amministrativa», fino al 31 dicembre e «senza necessità di espressa conferma»
«Mi sono limitato a prendere atto, come sta accadendo ovunque», replica Catarra, «dell'interpretazione che ha dato l'UPI sul concetto di continuità amministrativa contenuta quest'ultima nella legge di riforma delle Province. Forse non è chiaro ma le Province non scompaiono, così come non è chiaro, ma dovrebbe esserlo soprattutto ai sindacati che si occupano di funzione pubblica, che proprio nelle propaggini non elettive dello Stato la figura del direttore generale è irrinunciabile».

«Io, non ogni caso, non ho preso alcuna posizione», continua il presidente, «limitandomi ad una presa d'atto dell'interpretazione fornita dall'UPI sul concetto di continuità fino all'elezione di secondo livello, entro settembre: non ho sposato alcuna causa e come tutti i Presidenti nelle mie condizioni sono in attesa di sapere cosa dobbiamo fare».

«La nostra è una situazione originale», sostiene Catarra, «nè la Becci nè il dirigente Crescia sono risorse esterne all'ente - la Cgil mi invita a valorizzare le risorse interne e nel caso specifico si tratta proprio di risorse interne - giacchè nè io nè la mia amministrazione -unico caso in tutto l'Abruzzo - non abbiamo fatto nomine di staff o di personale estraneo all'amministrazione. Voglio solo ricordare che io come gli altri assessori purtroppo possiamo essere solo marginalmente presenti in Provincia visto che siamo tornati a svolgere le nostre professioni abituali. Allargare quella che è già una "voragine" amministrativa e funzionale lasciando vuota la dirigenza tecnica dei lavori pubblici e la direzione dell'ente, mi pare un bel passo verso il caos assoluto. Detto questo non è nelle mie competenze nè nelle mie intenzioni assumere decisioni diverse da quelle delle altre Province italiane e da quello che i dirigenti, quando esprimeranno un parere come di loro competenza, decideranno di fare».