POLITICA

Provincia Pescara, ultimo Consiglio. Testa: «5 anni difficili»

Ora la responsabilità passa ai sindaci

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Provincia Pescara, ultimo Consiglio. Testa: «5 anni difficili»




PESCARA. Il consiglio provinciale di Pescara, presieduto da Giorgio De Luca, si è riunito oggi per l'ultima volta.
Ora l'assise si scioglie e si avvia l'iter previsto dalla legge Del Rio, che ha riformato le Province, per cui presidente e giunta rimarranno in carica fino alla fine dell'anno a titolo gratuito e il prossimo consiglio sarà composto dai sindaci del territorio pescarese.
La seduta di oggi, in parte incentrata su commenti, saluti e ringraziamenti a conclusione di cinque anni trascorsi insieme, è stata contraddistinta dalla approvazione del rendiconto della gestione 2013, illustrato in aula dal presidente Testa. Facendo riferimento ai dati Testa ha sottolineato che la politica della Provincia è stata «diretta a razionalizzare la spesa corrente a vantaggio di una maggiore efficienza dei servizi e di una migliore disponibilità di risorse per la realizzazione e manutenzione di opere pubbliche, con un'attenzione particolare rivolta a viabilità, scuole, sociale».
E' stata posta in evidenza «la drastica riduzione delle spese correnti» che sono passate da circa 39 milioni di euro nel 2012 a 33 milioni di euro nel 2013 anche a causa delle forti riduzioni dei trasferimenti erariali. Sul versante degli investimenti circa 4,3 milioni di euro sono stati destinati alla realizzazione di interventi in materia di edilizia scolastica e 4,8 milioni alla realizzazione di interventi in materia di viabilità.
Testa ha colto l'occasione per ringraziare tutti, al termine di un percorso durato cinque anni e che per la giunta proseguirà anche nei prossimi mesi. «Non sono stati cinque anni facili - ha detto facendo riferimento ai continui tagli subiti dall'ente. A livello centrale prima il governo Monti e poi il Governo Renzi hanno pensato che fosse giusto bersagliare le Province, eliminando la sola classe politica e mantenendo in piedi gli enti. Io ritengo che le sacche di sperpero risiedano altrove e che non siano state minimamente toccate, e mi riferisco alle molte società, con relativi Cda, ancora in essere e le cui funzioni potevano essere assorbite dalle Province. Questa riforma è un pasticcio - ha aggiunto Testa - e andrà a colpire i cittadini, che beneficiano dei servizi delle Province. Per quanto ci riguarda restiamo a disposizione dei sindaci e delle comunità».
Polemico sulla riforma anche il capogruppo del Pd Antonio Di Marco. «La legge Del Rio non ha tenuto conto seriamente delle esigenze dei territori - ha osservato - ma ha dato libero sfogo alle polemiche sterili avviate nei mesi passati contro le Province senza risolvere il problema, come era stato invece annunciato da più Governi. Ora la responsabilità passa ai sindaci ai quali affidiamo il compito di avviare quel cammino necessario per il riordino gestionale della Provincia di secondo livello».