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Giulianova. Mastromauro contro i 5 Stelle: «studino, sono a digiuno di leggi»

I pentastellati chiedevano trasparenza su alcuni progetti

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Giulianova. Mastromauro contro i 5 Stelle: «studino, sono a digiuno di leggi»




GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro e Filippo Di Giambattista, amministratore unico della “Giulianova Patrimonio”, respingono al mittente le accuse del Movimento 5 Stelle.
I grillini chiedevano trasparenza sulla manifestazione di interesse per il conferimento di un incarico pubblicato il 18 giugno scorso e relativo alla individuazione di professionisti cui affidare i progetti inseriti nei PUC, Piani Urbani Complessi, che prevedono il completamento del Kursaal, la costruzione di 18 alloggi a canone sostenibile in via Bellini, la ristrutturazione di altri 18 alloggi nonché di una casa-alloggio per anziani, di un laboratorio-bottega artigiana e di una attività commerciale nel Centro storico.
I pentastellati hanno chiesto che il bando venga annullato e riscritto per interno con altre modalità «meno opache senza l’utilizzo sistematico dell’appalto fiduciario».
«Partiamo dalla prima grossolanità e approssimazione dei grillini», replica Mastromauro. «Il bando è una cosa e la manifestazione di interesse per il conferimento di incarico è un'altra. Bastava andare su internet e i pentastellati avrebbero scoperto che, prevista dalle leggi ed utilizzata da tutte le amministrazioni pubbliche, la manifestazione di interesse è un avviso per favorire la partecipazione e consultazione del maggior numero di professionisti potenzialmente interessati, in nessun modo vincolante per chi lo ha emanato».

«Il fatto che i Grillini siano a digiuno di leggi e disposizioni preferendo gli slogan ad una seria, e quindi faticosa, attività di ricerca e documentazione», continua il primo cittadino, «non è un'attenuante ma un'aggravante. Studino, quindi, o si facciano consigliere meglio invece di bighellonare con le parole. E a proposito di parole in libera uscita: usare espressioni come clientelismo e voto di scambio significa esporsi a responsabilità penale».
L'architetto Filippo Di Giambattista interviene invece sul bando del 2011, chiamato in causa dai 5 Stelle. «Fu, direi, per un eccesso di trasparenza e correttezza che venne emanato quel bando, che non era necessario in quanto la somma era sotto la soglia prevista per gli incarichi pubblici. Sessanta furono le domande di partecipazione e nulla ebbe da eccepire l'AVCP, cioè l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture. L'incarico poi non venne conferito solo perché si decise di soprassedere a causa del forte momento di crisi».
«Insomma», conclude il sindaco Mastromauro, «abbiamo l'ennesima prova di come i 5 Stelle domestici amino sprofondare nel populismo, nell'approssimazione e nell'invettiva. Tutti ingredienti che, uniti alla significativa prova di democrazia offerta in occasione delle sindacarie, hanno prodotto alle recenti elezioni quel gran nulla con poco intorno facendo svanire miseramente il loro sogno di protagonismo».