POLITICA

Rivoluzione L'Aquila: «no alla guerra sulla Governance»

«Ritrovare compattezza tra forze politiche»

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L'AQUILA NOTTE TRANSENNE




L’AQUILA. «Auspichiamo che la città ritrovi compattezza e che le forze politiche abbassino i toni. Che la ricostruzione del nostro territorio non sia piu terreno di scontro politico».
Se lo augurano i componenti dell'intergruppo "Rivoluzione L'Aquila" Vito Colonna, Raffaele Daniele, Luigi D'Eramo, Guido Quintino Liris, Alessandro Piccinini, Pierluigi Properzi, Roberto Tinari che si domandano: «cosa sta succedendo in città nel nostro territorio? Circa un anno fa, si inaugurava l'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila. L'amministrazione salutava l'evento come la salvezza della nostra cittá. Il titolare dell'ufficio speciale veniva esaltato e glorificato dal sindaco in ogni occasione. Oggi che grazie anche al suo operato la ricostruzione pesante é partita (basti vedere le gru sopra il centro storico), assistiamo ad una singolare situazione. Lo stato maggiore del PD e tutti i suoi sodali (anche chi francamente non ha titolo a parlare) criticano pubblicamente l'operato dell'ufficio speciale».
« All'improvviso ci si scopre nemici dell'attuale Governance e degli uffici sulla ricostruzione», continuano i consiglieri. «Perché ora e, soprattutto, cosa sottendono queste improvvise prese di posizione? Questi Uffici Speciali, fortemente voluti e osannati dagli Enti Locali, dalle Associazioni di Categoria e dalle parti sociali; gli stessi uffici che si sono sobbarcati oneri cui non erano deputati, togliendo spesso e volentieri le castagne dal fuoco agli enti locali sul tema degli espropri, di Abruzzo Engineering, dei sottoservizi, della formulazione della scheda parametrica, sull'esigenza di avere un cronoprogramma che sostituisse la cronologia di ingresso delle pratiche, sulla coerenza e sulla congruità delle scelte programmatiche ed urbanistiche. Oggi cosa è successo? Perché all'improvviso si tenta di smontare tutto? Cosa si nasconde dietro questo piano distruttivo? Chi non accetta più questo assetto? Gli attacchi sulla stampa vengono letti anche al di fuori della nostra città. Gli italiani e chi da Roma determina le risorse sul nostro territorio, potrebbero non capire il perché della nostra improvvisa litigiosità sul tema Governance».