POLITICA

Nuova caserma dei carabinieri: è di nuovo crisi di maggioranza a Francavilla

Quattro assessori, un consigliere ed il sindaco contro il partito

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Antonio Luciani

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FRANCAVILLA. Gli assessori “tesserati” del Pd di Francavilla sfiduciano il loro partito, il sindaco Antonio Luciani preannuncia per lunedì una conferenza stampa in cui metterà il suo partito di fronte ad un aut aut («o mi sostenete o tutti a casa»), il consigliere Enrico Bruno minaccia l’autosospensione dal Pd, dopo che come presidente della Commissione bilancio ha portato all’approvazione l’ultimo documento contabile con il mutuo per costruire la nuova caserma dei Carabinieri.
Il che ha fatto scattare l’irritazione del Pd ufficiale che premeva per l’astensione. Si arroventa all’improvviso il clima politico di Francavilla al mare, dove per “tradizione” – come ricordano in una nota i quattro assessori del Pd – quando un sindaco cerca di realizzare qualcosa viene azzoppato proprio dal centrosinistra che lo ha eletto. Infatti nell’ultimo consiglio comunale, che ha approvato i lavori per quasi 900 mila euro della nuova caserma dei Carabinieri (che dovrebbe sorgere dove c’erano gli uffici del Giudice di pace) il Pd ufficiale premeva per l’astensione, ma il consigliere Enrico Bruno che in commissione aveva lavorato per l’approvazione del progetto, non ha «ritenuto vantaggioso per la città questo ennesimo rinvio» ed ha quindi votato per il si in sintonia con il sindaco Luciani. 

«Tra l’altro – chiarisce Bruno – il bilancio era depositato da aprile e quindi da allora si poteva eccepire qualcosa. La realtà è che mentre tutti i cittadini volevano l’approvazione di questo provvedimento, le forze politiche volevano appropriarsi di questa decisione vantando posizioni di forza per indebolire il sindaco. Io non ci sto». Apriti cielo e critiche feroci contro il sindaco Luciani da parte del Pd ufficiale, definite ‘opposizione  costruttiva’ nel documento politico letto nel corso dell’ultimo Consiglio, nonostante la disponibilità del Sindaco a ridiscutere la rappresentanza in Giunta del Pd.
«Questa posizione del Pd  ci vede assolutamente distanti – sostengono gli assessori tesserati - le esperienze negative del passato (i sindaci Alessandro Bruno e Nicolino Di Quinzio) imporrebbero un atteggiamento di grande responsabilità, di senso del dovere a portare a termine il mandato ricevuto dai francavillesi. La crisi non si può giustificare con presunte questioni politiche senza entrare mai nel merito dei problemi, senza partecipare alle decine di incontri convocati, senza suggerire soluzioni percorribili».

 Così scrivono in una nota gli Assessori Pd Vincenzo Di Lorenzo, Andrea Di Peco, Francesca Buttari e Rocco Alibertini. Che poi aggiungono: «in realtà questa sembra una questione personale ordita contro Luciani per indebolirne l’efficacia amministrativa e il peso politico ad esclusivo discapito dei cittadini, ripercorrendo così gli errori del passato. Si rimprovera al Sindaco di essere decisionista e scarsamente democratico, denotando una scarsa abitudine ad amministrare, ma solo una consuetudine a fare opposizione da anni».
 Di qui una richiesta agli organi regionali del Pd per intervenire a sbrogliare la situazione interna. «Ma il problema – anticipa il sindaco Luciani – non è il Pd, ma sempre gli stessi 3 o 4 personaggi che da 20 anni vogliono dettare e forse imporre la linea politica senza confronto. Mi riferisco al segretario Pd Edoardo Viani, a Tina Di Girolamo, a Pina Rosato e ad Antonio De Marco. Prevedendo questa bufera, mi ero cosparso il capo di cenere ed in una mail al sottosegretario Legnini ed a Luciano D’Alfonso avevo dato la mia disponibilità a rivedere gli assetti in Giunta. Ma è prevalsa la linea dura. Lunedì chiederò un chiarimento, ma non sono disponibile a cercare consensi altrove. Sono stato eletto con il Pd e dal Pd mi aspetto il sostegno».
Sebastiano Calella