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Gissi, M5S espelle il candidato sindaco: «bugie e comportamenti non consoni»

Secondo il meet up Di Sciascio avrebbe gioito per la vittoria di un avversario

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Gissi, M5S espelle il candidato sindaco: «bugie e comportamenti non consoni»



GISSI. Espulso dal Movimento 5 Stelle il candidato 5 Stelle che due settimane fa aveva provato a conquistare la poltrona da sindaco.
Angelo Di Sciascio lo scorso 25 maggio aveva preso appena 97 voti, contro gli oltre 900 del sindaco eletto Agostino Chieffo e del secondo Cesare Di Martino.
Decisamente meglio alle Europee dove il Movimento 5 Stelle nel comune di Gissi per poco non ha conquistato lo scettro di primo partito con 483 voti contro i 513 del Pd. Buono anche il risultato delle regionali dove i grillini hanno preso poco meno di 400 voti (a fronte dei 720 di D’Alfonso e dei 423 di Chiodi).
Ma la performance elettorale non sarebbe il motivo dell’espulsione, come si evince dal verbale della riunione di due sere fa del Meet Up locale che ha formalmente decretato l’ allontanamento di Di Sciascio dal partito. E alla fine sono bastati 6 voti per farlo fuori, tutti d’accordo. Altri 5 erano assenti, ‘imputato’ compreso.
«Si è constatato, sia in fase pre elettorale che post elettorale», si legge nel verbale, «un atteggiamento del candidato sindaco Angelo di Sciascio, non consono alle regole e ai regolamenti del movimento cinque stelle, sia interni al gruppo sia a livello nazionale».
Lunga e dettagliata la serie di «inosservanze riscontrate». I grillini avrebbero accertato una serie di bugie e comportamenti che avrebbero «minato la credibilità di tutto il gruppo».

Si legge nel verbale: «Ha mentito riguardo al requisito base per la candidatura ovvero la residenza nel comune di Gissi. Riguardo alla situazione dei carichi pendenti la situazione ad oggi non è del tutto chiara (requisito essenziale per qualunque tipo di canditura all’interno del M5S). Ha svolto una campagna elettorale non in linea con quanto stabilito dal gruppo M5S Gissi. In contrasto con il gruppo ha sponsorizzato la candidata presidente anche come candidata consigliera chiedendo per lei la preferenza. Si è proposto solo ed esclusivamente come “portavoce di se stesso” minando la credibilità del gruppo comunale fino ad arrivare al gruppo regionale, facendo credere che il M5S assegnasse incarichi con le stesse modalità della vecchia partitocrazia. Ha abbracciato il presidente di seggio della sez n°2, esultando per la vittoria di uno dei candidati sindaco avversari, il tutto di fronte ad uno degli attivisti e a tanti cittadini gissani, come attestato da verbale, minando inequivocabilmente l’onestà e la trasparenza del gruppo m5s Gissi».
Dunque nel corso della riunione del meetup si è deciso di mettere a votazione l’espulsione ufficiale dell’attivista Di Sciascio «in quanto ad oggi viene meno il presupposto fondamentale, la fiducia, per la permanenza nel suddetto gruppo». Come detto sono stati 6 i voti favorevoli, quelli di Cesare Tittaferrante, Antonio Ottaviano, Nicola Lapenna, Angelo Di Zanno, Emanuele D’Ugo, Lara Tittaferrante. Assenti lo stesso Di Sciascio, Nicola Mascetra, Sonia Urbano e Valeria De Angelis. 

PROBLEMI INTERNI E DIFFIDE

In tardo pomeriggio Di Sciascio fa sapere che «nessuno degli attivisti del gruppo ha inviato il verbale per la pubblicazione sulla stampa regionale», che chi ha mandato la comunicazione è stato scorretto nei confronti degli attivisti e ne pagherà le conseguenze. «Il gruppo», dice Di Sciascio, «non ha un portavoce ufficialmente eletto e quindi non può fare comunicazioni ufficiali», dunque anche la comunicazione di Di Sciascio deve intendersi ufficiosa.

Inoltre aggiunge che «tutte le comunicazioni effettuate sul Meet Up o sulla pagina Facebook o sul gruppo Facebook sono da intendersi ad uso degli attivisti e limitatamente alle iniziative in ambito comunale. Non vogliamo essere strumentalizzati da nessuno». Segue diffida ai giornali persino a pubblicare foto.