POLITICA

Ballottaggio Teramo, lotta all’ultimo sangue tra centrodestra e centrosinistra

Un manifesto fa infuriare Manola di Pasquale

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Ballottaggio Teramo, lotta all’ultimo sangue tra centrodestra e centrosinistra




TERAMO. Dal Pd la definiscono senza mezzi termini «inquietante campagna intimidatoria».
Nonostante il netto vantaggio al primo turno di Maurizio Brucchi, che ha sfiorato per pochi voti l’elezione, il centrodestra è più agguerrito che mai e combatte unito a favore del primo cittadino uscente.
In prima linea c’è l’ex assessore Paolo Gatti, re delle preferenze (10 mila lo scorso 25 maggio) che ha condiviso su Facebook un manifesto che il centrosinistra definisce da giorni «strafottenza», «disinformazione», «falsità».
In pratica nel documento (con tanto di disegno di un’anatra con le stampelle -quella che in politica si chiama anatra zoppa -con le sembianze della candidata Manola di Pasquale) si dice che nel caso di vittoria del centrosinistra la maggioranza non riuscirebbe a governare e «ci sarebbe il rischio concreto del commissariamento con conseguenze disastrose per la nostra città».
Il post su Facebook è piaciuto anche al presidente uscente Gianni Chiodi che ha messo un ‘mi piace’.
Ma il centrosinistra non ci sta e sostiene che il centrodestra stia facendo terrorismo per condizionare la «libera espressione democratica dei cittadini proprio quando questi ultimi si stanno apprestando consapevolmente alla liberazione da quella cappa di potere che ha fatto il bene di pochi ma contestualmente ha condannato la città ad un grave declino ed alla perdita di dieci lunghi anni».
Affermare che con la vittoria di Manola Di Pasquale il Comune verrà commissariato «è totalmente falso», denuncia il Partito Democratico, «moralmente vergognoso e politicamente indecente. I cittadini sono chiamati ad eleggere il proprio Sindaco direttamente e solo con le dimissioni volontarie si può revocare tale mandato popolare. Nessuna altra ipotesi corrisponde al vero ma la subdola iniziativa di condizionare la libera espressione dei cittadini teramani verso il cambiamento mette in evidenza la paura del sindaco uscente; il quale, peraltro già bocciato a partire dai suoi sostenitori non avendo raggiunto nemmeno lontanamente i numeri della sua coalizione, sa bene che il ritorno a casa è alle porte».