IL FATTO

Tortoreto, dopo l’arresto dell’ingegnere, M5S: «Chiarezza su incarichi a Studio Galli»

L’inchiesta è quella che coinvolge anche l’ex ministro Clini

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Luca Palanca

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TORTORETO. «Verificare se gli studi, progettazioni e lavori eseguiti dello Studio Galli sul rischio idrogeologico siano stati fatti a regola d’arte».
La richiesta è stata avanza dal Movimento 5 Stelle al nuovo Consiglio comunale che si insedierà nei prossimi giorni.
Già durante la campagna elettorale i grillini avevano più volte sottolineato che i progetti dello Studio Galli sul rischio idrogeologico andavano rivisti criticamente.
«Abbiamo espresso le nostre perplessità», ricordano i pentastellati, «circa il fatto che su opere così importanti e costose ci si fosse affidati ad unico, seppur prestigioso, studio di ingegneria. Abbiamo chiaramente detto che avremmo voluto rivedere la corretta esecuzione degli studi, dei progetti e dei costi ed eventualmente rivalerci su progettisti ed esecutori».
I timori sono cresciuti negli ultimi giorni dopo la notizia che l'ingegnere padovano Augusto Calore Pretner, socio dello Studio Galli Ingegneria sia stato arrestato insieme all'ex-Ministro Clini per un presunto peculato da 3,2 milioni di euro, somma distratta da fondi pubblici che veniva accreditata e transitava per i conti della Nature Iraq, consorzio di cui faceva parte lo stesso Studio Galli, per finire dopo diversi passaggi e triangolazioni, in un conto in Svizzera riconducibile a Clini e Pretner.
«Evidentemente», spiegano dal Movimento 5 Stelle di Tortoreto, «il caso specifico non si riferisce in alcun modo agli studi e progettazioni fatti dallo Studio Galli nel nostro comune, ma ci preoccupa che si continui una collaborazione con un partner coinvolto in reati di peculato, per cui confermiamo la nostra determinazione, non appena il nuovo Consiglio si sarà insediato, a verificare che gli studi, progettazioni e lavori fin qui siano stati fatti a regola d'arte e congrui nella spesa ed a spingere la nuova amministrazione a valutare e percorrere altre strade rispetto agli interventi ancora da realizzare».

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI FERRARA
Il denaro, secondo la ricostruzione fornita da procura e Finanza di Ferrara, veniva accreditato alla Nature Iraq (in Siria, ad Hamman), consorzio cui partecipavano lo Studio Galli e l’Iraq Foundation, una Ong con sede a New York: da qui i soldi venivano trasferiti in Olanda a una società di servizi di Amsterdam, la Gbc, che si prestava secondo gli inquirenti ad essere anche cartiera internazionale, producendo fatture per operazioni inesistenti. Queste fatture, poi, venivano girate a una società di ingegneria con sede a Ferrara e in diverse città d’Italia, la Med srl: proprio da questi passaggi, scoperti dalla polizia olandese e trasmessi a Ferrara, è nata l’inchiesta che ha portato agli arresti. I soldi da Amsterdam venivano fatti transitare a Dubai, alla Mashreq Bank, e ad ogni passaggio era dovuta una percentuale sulla somma globale, tra il 2% e il 5%. Infine i soldi venivano trasferiti in Svizzera, a Lugano, mentre tra le varie tappe intermedie delle triangolazioni di soldi e fatture vi erano deviazioni verso società situate nei paradisi fiscali delle Isole Vergini e dei Caraibi, per lavare i soldi e cancellarne la provenienza. Ma alla fine di questa girandola quei 3 milioni e 200mila euro sono stati scoperti in un conto riconducile a Clini e Pretner.