POLITICA

Clausola onorabilità per entrare nei cda, l’Eni e Finmeccanica dico no

Movimento 5 Stelle protesta

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Clausola onorabilità per entrare nei cda, l’Eni e Finmeccanica dico no

Gianluca Castaldi





ROMA. Con una interrogazione urgente presentata dai senatori del M5S Castaldi, Molinari, Girotto, è stato chiesto al Ministro della Economia e delle Finanze di rendere conto della bocciatura, da parte della Assemblea di Eni SpA e Finmeccanica SpA, di introdurre nello Statuto sociale una apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti il Consiglio di Amministrazione.
Il rifiuto emerso dalle assemblee degli azionisti delle due società che non hanno approvato la richiesta del Ministro di inserire la clausola di onorabilità, secondo il Movimento 5 Stelle «getta delle ombre sulle vere intenzioni di rendere trasparente la situazione soggettiva di coloro che sono chiamati ad agire per conto dello Stato».

Nessun inserimento, quindi, in “modo organico nell’ambito dello Statuto sociale” di Eni SpA e Finmeccanica SpA, di un principio etico, condiviso - almeno a parole - nell'ambito politico.
«La richiesta del Ministro per l’inserimento della clausola di onorabilità - rilevano i senatori del M5S - è un atto dovuto anche come conseguenza della risoluzione approvata dalla 10ª Commissione del Senato».
Per questo il M5S chiede al Ministro Padoan se intenda, ed in quali termini, riproporre l'introduzione nello Statuto sociale di Eni SpA, di Finmeccanica SpA e in quello di tutte le società partecipate quotate in Borsa delle quali ha il controllo azionario di fatto della clausola in questione; se consideri di dover invitare i componenti designati nei Consigli di Amministrazione delle società partecipate quotate in Borsa a farsi carico della riproposizione della norma bocciata nei relativi Statuti societari; se intenda adottare una comunicazione formale di dissenso dalle decisioni assunte dalle Assemblee di Eni SpA e Finmeccanica SpA relativamente alle indicazioni di introdurre negli Statuti quella clausola.

«Non ci sembra sia inutile», chiudono i senatori, « in un momento in cui la cronaca ci dà continuamente notizie poco confortanti in merito, ricordare che chi agisce per l'interesse pubblico debba avere i requisiti per averne l'onore».