LA POLEMICA

Casa cantoniera, «nessun protocollo dopo gli annunci della Provincia di Pescara ai giornali»

La denuncia del sindaco di Sant’Eufemia a Majella

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Casa cantoniera, «nessun protocollo dopo gli annunci della Provincia di Pescara ai giornali»

Francesco Crivelli




SANT’EUFEMIA A MAJELLA. «Dopo l’annuncio alla stampa della sottoscrizione del protocollo non sono seguiti i fatti».
Così Francesco Crivelli, sindaco del Comune di Sant’Eufemia a Maiella, commenta la notizia delle scorse settimane, quando la provincia di Pescara aveva annunciato il rinnovo di una convezione con il Comune di Sant’Eufemia e la cooperativa sociale Jonathan per l’utilizzo, a scopi sociali, della casa cantoniera situata nel comune pescarese, in località Roccacaramanico.
La struttura di proprietà della provincia di Pescara è stata oggetto di ingenti contributi per renderla un centro di eccellenza per il turismo sociale.
«Dopo la sottoscrizione del protocollo», spiega Crivelli, «è conseguita la consueta conferenza stampa ma purtroppo non sono conseguiti i fatti, ovvero la stipula del contratto di comodato del protocollo».
Il sindaco denuncia «l’inefficienza e l’incapacità» di governo dei processi di sviluppo locale e il danno arrecato all’economia locale: «sono stati vanificati i risultati auspicati attraverso la concessione di contributi pubblici» e sarebbe stata offesa «la dignità soprattutto di persone che hanno investito gli averi e il proprio tempo».
Secondo il sindaco ci sarebbe stata una corsa a mettere in luce i meriti dell’iniziativa non concretizzatasi.
«I lavori di recupero», racconta ancora Crivelli, «sono iniziati da oltre 10 anni e a maggio 2011 il progetto ha subito un nuovo slancio, purtroppo solo mediatico, per quanto riguarda gli interventi finalizzati al risparmio energetico. Di tali iniziative non vi è alcuna traccia ma il dato più drammatico riguarda lo stato della gestione», continua il primo cittadino.
La struttura è stata affidata in passato, attraverso un comodato d’uso gratuito, alla cooperativa Jonathan che prevedeva la realizzazione di un centro di ospitalità per il turismo sociale. «La cooperativa ha dovuto fronteggiare nel corso di 10 anni ingenti sacrifici», sottolinea il sindaco, «per sostenere la quota di cofinanziamento richiesta dal progetto regionale realizzando notevoli investimenti ( arredi, mezzi) funzionali alla struttura e tutt’oggi abbandonati al suo interno».
Per Crivelli lo stato di inattività della cooperativa sarebbe imputabile unicamente al ritardo reiterato della conclusione dei lavori da parte della Provincia: «ciò ha comportato la revoca di un contributo di quasi 30.000 euro e la negazione di un prestito agevolato di 20.000 euro a favore della stessa cooperativa. Per mantenere gli impegni assunti, i soci della cooperativa, di fatto ridotti ad una giovane famiglia cinque figli, sono stati costretti ad accedere ad un mutuo di 40.000 euro».