LA RISPOSTA

Consorzio Ceramico Castelli, Catarra contro il sindaco: «dichiarazioni diffamanti, lo porto in tribunale»

Il presidente della Provincia contesta le affermazioni di De Rosa

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Valter Catarra

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CASTELLI. «Gravissime, diffamanti e di cattivo gusto le affermazioni del sindaco che, ovviamente, ne dovrà rispondere in Tribunale».
Così il presidente della provincia di Teramo, Valter Catarra replica alle affermazioni del primo cittadino De Rosa che nei giorni scorsi aveva attaccato aspramento il comportamento del Consorzio ceramico di Castelli. «Al di là dell’incontinenza verbale indegna di un uomo delle istituzioni, nel merito della vicenda, la Provincia ha tenuto un comportamento corretto e coerente con tutti i suoi atti di indirizzo politico e con quelli amministrativi», assicura Catarra. «La Provincia ha manifestato ufficialmente e da tempo la sua intenzione di uscire dal Centro ceramico Castellano ed è quindi chiaro il motivo per il quale non poteva votare atti e impegni di spesa di alcun genere, né garantire il numero legale a questo scopo. Del resto era assente anche la Camera di Commercio e la delega della Regione Abruzzo ad un rappresentate del Comune di Castelli è stata opposta dal notaio».
Catarra spiega anche che la Provincia di Teramo, con una deliberazione votata all’unanimità dal Consiglio Provinciale, ha deciso sin dal 2012 la messa in liquidazione di tutte le partecipazioni societarie non strettamente necessarie al conseguimento dei fini istituzionali.

A seguito, nel corso dell’ultima Assemblea del Consorzio Ceramico Castellano, i soci Provincia di Teramo, Regione Abruzzo e Camera di Commercio hanno deliberato a maggioranza di porre all’ordine del giorno lo scioglimento della società consortile.
«Il Comune di Castelli, invece», continua Catarra, «ha chiesto la convocazione di una nuova assemblea con tutt’altro ordine del giorno – bilancio, progetto Europeo – e di conseguenza, la Provincia, coerentemente con quanto deliberato dai suoi organi di vertice ha partecipato all’assemblea con un proprio funzionario presentando e facendo mettere a verbale una nota ufficiale con la quale si ribadiva che: “ non potendosi pretendere dalla Provincia un obbligo di partecipazione in contrasto con la volontà del Consiglio, si disconosce a partire dal 2014 il proprio onere di versamento del contributo consortile annuale qualificandosi lo stesso come danno erariale. La Provincia dichiara altresì, nella denegata ipotesi che l’assemblea odierna deliberasse di proseguire l’attività sociale anziché deliberarne lo scioglimento, di rinnovare la propria proposta di cessione delle quote azionarie ad altri soci e, in subordine ed in caso di mancato esercizio del diritto di opzione, di procedere all’annullamento delle proprie azioni con contestuale riduzione del capitale sociale della società in quanto la Provincia intende disconoscere ogni eventuale nuova spesa che la società dovesse effettuare in questo periodo”».