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Elezioni, Vendola in Abruzzo : «lobby affaristiche speculano e ingannano»

Sulle Europee: «ping pong di tre leader populisti»

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Elezioni, Vendola in Abruzzo : «lobby affaristiche speculano e ingannano»


ABRUZZO. Turismo, petrolizzazione delle coste abruzzesi, rispetto dell'ambiente e cambiamenti climatici.
Ne ha parlato a Vasto Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, da Palazzo d'Avalos incontrando cittadini e iscritti al partito a sostegno della campagna elettorale dei candidati per le regionali in Abruzzo. Il tou è poi continuato a San Salvo e Pescara.
«Ogni volta che lobby affaristiche devono speculare - ha detto Vendola - si grida al rischio blackout energetico per ingannare l'opinione pubblica. Bisogna agire sull'ottimizzazione della rete di trasmissione dell'energia, che perde il 18% del prodotto distribuito». Il presidente nazionale di Sel ha ribadito come sia necessario «agire sul risparmio energetico attraverso la riqualificazione degli edifici e della città». E a proposito di fonti rinnovabili Vendola ha spiegato: «Non mi piacciono tutti questi incentivi dati alle imprese, occorre darli alle famiglie per comprarsi pannelli, alle amministrazioni e alle piccole aziende agricole per autoproduzione e autoconsumo».
Allarme climatico, «gli scienziati - ha concluso il presidente della Regione Puglia - dicono che abbiamo 15 anni prima che i cambiamenti climatici diventino irreversibili. Dobbiamo lavorare per salvaguardare il nostro patrimonio ambientale. Per noi stessi e per chi verrà dopo di noi».

LAVORO
A San Salvo si è parlato di lavoro con alcuni candidati alle Regionali d'Abruzzo nel corso di un incontro con i lavoratori della zona industriale del Vastese.
«Apriamo le porte alla ricerca e all'innovazione. L'Italia è l'ultimo paese tra quelli dell'Ocse per investimenti sia pubblici e sia privati nell'innovazione», ha detto.
«Bisogna smettere di raccontare la balla - ha aggiunto Vendola - che si produce lavoro precarizzando il mercato del lavoro. La precarietà fa male a chi è precario, e la precarietà fa male all'economia perché le imprese sono indotte a credere che sono più competitive perché un costo del lavoro diminuito. Mentre la competizione funziona se investi sull'innovazione, se sei in grado di immettere sui mercati prodotti competitivi. Il lavoro nasce se si fa una politica industriale. La vecchia manifattura ha bisogno dell'elettronica per rinnovarsi. La nuova agricoltura ha bisogno della ricerca e dell'università per vincere le nuove sfide».

LA RAI
Vendola ha toccato anche la questione della Rai che dovrebbe subire un taglio di oltre 100 milioni di euro. A rischio la sopravvivenza delle sedi locali: «sulla Rai bisogna essere prudenti, perché è facile fare demagogia», ha detto. «E' vero la Rai ha tanti difetti, ma nelle sedi regionali si fa grande attenzione al diritto dell'informazione locale, al pluralismo dei territori. Le sedi regionali sono come delle piccole fabbriche, ci sono posti di lavoro». A proposito di tagli operati dal governo, Vendola ha spiegato che «il vero problema è che giriamo attorno al nodo vero: cioè la grande vigliaccheria della classe politica che non vuole parlare di imposta patrimoniale non prendendo decisioni, recuperando risorse economiche raschiando un po' di qua e un po' di là. E arrivando a pensare di farlo anche con la Rai».

TRE LEADER POPULISTI
Poi un affondo ai rivali: «è una campagna elettorale che ha messo in scena un ping pong polemico di tre leader populisti: un populista dolce che sta a Palazzo Chigi, un populista amaro che incendia le piazze, con un vocabolario da trivio, e un populista un po' in declino, diciamo ai servizi sociali, un po' come Gloria Swanson nel 'Viale del Tramonto'. La verità è che la politica dovrebbe parlare della vita, non dovrebbe parlare dei leader e invece ancora una volta in Italia lo spettacolo è quello del provincialismo».
Vendola si è interrogato su «dov'è l'Europa con le sue politiche per l'agricoltura, dove sono i diritti delle persone, dov'è la politica dell'ambiente. Noi dell'Altra Europa del Tsipras vorremmo parlare di questo, della vita e non dei leader. Mi lamento di un fatto, devo parlare di Berlusconi, e invece vorrei parlare di agricoltura biologica, di tracciabilità dei prodotti e di lotta contro le sofisticazioni, devo parlare di Grillo e invece devo parlare delle persone con disabilità in Europa che sta smantellando il welfare, devo parlare di Renzi e invece preferirei parlare di lotta al dissesto idrogeologico in tutto il vecchio continente, dal sud dell'Italia fino all'Ungheria e alla Polonia».