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Elezioni, Rosci ai domiciliari fa il comizio via Skype a Teramo

«Video e barba, non sono Bin Laden»

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Elezioni, Rosci ai domiciliari fa il comizio via Skype a Teramo

TERAMO. Un comizio anomalo, senza poter guardare in faccia chi lo ascoltava in piazza.
L'unico contatto, una voce, diffusa dal palco attraverso Skype: «Cari compagni, anche se mi sono fatto crescere la barba e se utilizziamo il video, non sono Bin Laden ma sempre io, Davide Rosci». Il Leader di Azione Antifascista di Teramo, agli arresti domiciliari per la condanna di secondo grado per aver partecipato agli scontri di Roma del 15 ottobre 2011, nella giornata degli 'indignados', è candidato alle elezioni regionali dell'Abruzzo con la lista 'Un'altra regione con Acerbò. I giudici della corte d'appello gli hanno concesso di poter tenere il comizio ma facendo ricorso unicamente al collegamento via Skype.
Introdotto dal candidato presidente della Regione, il consigliere regionale del Partito della Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, Davide Rosci, ha saluto i tanti amici presenti e in attesa per poterlo salutare, a oltre due anni dall'arresto, accolto dai cori "Davide Libero".


Oltre due centinaia di persone hanno ascoltato il suo intervento, durato circa venticinque minuti, nel corso del quale Rosci ha inneggiato alla ribellione contro la repressione, ha raccontato i momenti drammatici della sua detenzione nelle diverse carceri, ha invitato «all'unità della sinistra per portare avanti un progetto di difesa degli ultimi», di lotta «contro i poteri forti che hanno creato le diseguaglianze», ricordando il sacrificio partigiano contro i «rigurgiti fascisti».
Non sono mancate le polemiche contro i giornalisti, accusati di essere i suoi più forti avversari, che lo hanno dipinto «come un potente capo ultras, definendo la curva del Teramo come la più a sinistra d'Italia», così come le invettive contro le forze dell'ordine, invitando e ottenendo dalla piazza che lo ascoltava, «cinque minuti di applausi in ricordo di Federico Aldovrandi e Giuseppe Uva, a tutte le vittime della malapolizia».
«Arriverà il giorno in cui uscirà da questa porta e tornerò a combattere contro le ingiustizie. Io non posso fare una campagna elettorale normale - ha concluso Rosci - ma oggi, con questo collegamento, la mia campagna elettorale l'ho già vinta».