IL PORTO DELLE RABBIE

Porto: Salta ratifica. Mascia «occasione persa». Acerbo «Consiglio farsa»

Tutto rinviato di 6 mesi

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PESCARA. «L'ennesima occasione persa per la città».
Così il sindaco di Pescara, Luigi Arbore Mascia, ha commentato la mancata ratifica dell'intesa Comune-Direzione Marittima - necessaria per trasmettere il Piano regolatore portuale all'esame del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici - nel Consiglio comunale convocato ieri in seduta straordinaria.
Dopo il lungo tira e molla dei giorni scorsi (lo facciamo- non lo facciamo) è finita nel peggiore dei modi, ovvero tutti a casa per mancanza del numero legale.
A seguito del dibattito in aula il presidente del consiglio comunale Roberto De Camillis ha messo ai voti l'urgenza della seduta, convocata a pochi giorni dal voto per le amministrative. In quel momento c'erano solo 12 presenti per cui e' stato effettuato un nuovo appello dopo 30 minuti e c'erano solo pochi presenti per cui il Consiglio e' stato ritenuto non valido ed e' stato chiuso. Alla seduta hanno assistito diversi grillini e alcuni rappresentanti della marineria.
«Quella ratifica - ha detto il sindaco- sarà ora la nostra priorità di inizio del mio secondo mandato da sindaco, il primo punto all'ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile, non appena potremo riprendere la regolarità dei lavori». Ma il rischio è quello di dover aspettare almeno altri 6 mesi.
Il sindaco uscente dice che non accadrà: «non permetterò che quel documento rischi di slittare all'autunno, dopo aver atteso per 15 mesi la firma della Vas da parte della dirigente regionale preposta. Resta l'amarezza per quell'opposizione di centro-sinistra che oggi, per l'ennesima volta, com'era già accaduto per l'ex Cofa e per ogni altro atto strategico per la città, non ha capito la rilevanza e la portata storica di quell'adempimento, e ha avuto l'unico interesse ad affossare anche quell'atto, facendo mancare appositamente il numero legale in aula».
«Una ridicola conclusione di un Consiglio farsa», ha commentato dal canto suo Maurizio Acerbo (Rc) che in mattinata era arrivato in aula proprio con l’intenzione di bloccare tutto e fare in modo che della questione se ne occupasse il prossimo Consiglio comunale.
«Si è conclusa nel ridicolo la seduta del Consiglio Comunale che a 5 giorni dalle elezioni avrebbe dovuto votare, secondo Pd e centrodestra, l'intesa sul Piano Regolatore Portuale. Era evidente che non vi erano le condizioni di urgenza e indifferibilità che giustificassero una convocazione del genere».
«Eravamo pronti», ha detto ancora Acerbo, «con centinaia di emendamenti ostruzionistici a imporre un minimo di buonsenso anche perché da alcuni interventi si è immediatamente capito che vari consiglieri della questione non sapevano nulla e parlavano per sentito dire. Comunque alla fine si è dimostrato che avevamo ragione a contestare la richiesta avanzata da PD e centrodestra di discutere una cosa seria nell'imminenza delle elezioni».