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Da Furci l’appello ai candidati alla Regione: «impegni concreti per l’entroterra Vastese»

La missiva la firma il sindaco Angelo Marchione

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Da Furci l’appello ai candidati alla Regione: «impegni concreti per l’entroterra Vastese»

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FURCI. Un appello accorato da un sindaco che «vive in trincea». E’ quello del primo cittadino di Furci Angelo Marchione, indirizzato ai candidati governatori.
Marchione si inserisce nel rush finale della competizione elettorale chiedendo impegni concreti per l’entroterra vastese «che vive tre emergenze».
Così le spiega il sindaco: «il grave dissesto idrogeologico che ci caratterizza e che ci consegna, se non si interviene con un piano straordinario, strade sempre più disastrate; la mancanza o la perdita del lavoro di molti abitanti del comprensorio (penso alla crisi della Val Sinello e, in particolare, al dramma delle lavoratrici e dei lavoratori ex Golden Lady); la perdita o la menomazione dei servizi socio-assistenziali e sanitari di base (è il caso della soppressione della Guardia Medica a Celenza sul Trigno e del depotenziamento dell’Ospedale di Gissi), che devono essere oggetto di un accurato riassetto ma senza mettere in secondo piano il diritto alla salute dei cittadini».
Il primo cittadino non chiede promesse «che non è giusto neppure fare», ma spiega che «questa porzione di Abruzzo si aspetta» qualcosa di importante, «dalla nuova Legislatura. Ci attendiamo una presa di coscienza di queste gravi problematiche, uno studio puntuale delle possibili soluzioni e una calendarizzazione verosimile degli interventi da realizzare all’interno della programmazione strategica regionale, con uno stanziamento di risorse congruo e rapportato alle diverse criticità».

LA QUESTIONE RIFIUTI
Il sindaco ricorda inoltre che in un documento firmato a Furci il 27 febbraio 2014 da 23 sindaci di un comprensorio ampio che va da Fossacesia a San Salvo, da Vasto a Schiavi d’Abruzzo, si è affermata la netta contrarietà alla realizzazione sul territorio di Furci del primo impianto in Abruzzo di trattamento rifiuti pericolosi con annessa discarica.
«Oltre 250 tipologie di rifiuti pericolosi potrebbero essere ospitate in questa discarica passando per un unico trattamento: l’inertizzazione con calce e silicati. Tutto ciò senza che a livello regionale ci sia stato un dibattito politico nelle sedi competenti sul tema dei rifiuti speciali in Abruzzo, sui loro quantitativi e luoghi di provenienza, sulle modalità di smaltimento», protesta il sindaco.
La popolazione è certa che «un altro modello di vita è possibile oltre a quella cittadina e costiera, oltre la solitudine dei grandi centri commerciali: è la vita di paese che ancora conserva saperi e sapori irrinunciabili da traghettare dentro il terzo millennio restando nel solco della loro vocazione agricola, artigianale, artistica e turistica».