IL FATTO

Pugno all’attivista del M5S, il gestore del locale: «io estraneo alla contestazione»

Anche il proprietario di Giocolandia è un attivista del Movimento

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Pugno all’attivista del M5S, il gestore del locale: «io estraneo alla contestazione»




GIULIANOVA. Non si placano le polemiche sull’aggressione ai danni di un attivista del Movimento 5 Stelle, mercoledì scorso, nel locale Giocolandia di Giulianova mentre era in corso un evento elettorale del Partito Democratico.
Pier Giorgio Bizzarri, grillino di 21 anni di Giulianova e candidato al consiglio comunale, ha rimediato un pugno sullo zigomo sinistro e 8 giorni di prognosi.
Ma anche il presunto aggressore, Giovanni Mastromauro, fratello del sindaco, è finito al pronto soccorso dove gli sono stati riscontrati «rialzo pressorio, trauma contusivo falange ungueale V dito mano sinistra, trauma cranico minore non commotivo in paziente cardiopatico da riferita aggressione».
Ripercorre quegli attimi concitati anche il gestore del locale che ha ospitato l’evento del Pd, Marco Cervellini. Il titolare ammette di essere un sostenitore del Movimento di Grillo ma respinge l’accusa, mossa da qualcuno negli ultimi giorni, di aver premeditato la contestazione.
«L’insinuazione è del tutto gratuita», spiega Cervellini. «Non penso che occorra premeditare la realizzazione di 2 fogli in formato “A4” scritti con pennarello. Peraltro, non penso di essere così autolesionista da arrecare un’interruzione di una manifestazione nel posto che, in quel momento, era il mio luogo di lavoro».

ANIMI GIA’ SURRISCALDATI?
Secondo il titolare del locale l’aria era ‘frizzante’ già prima dell’arrivo dei grillini e ricorda: «ho filmato uno sketch del cabarettista 'Nduccio per alcuni minuti tramite il mio smartphone senza nessuno scopo divulgativo. Ciò nonostante sono stato richiamato in maniera arrogante da un signore presente alla manifestazione che mi accusava di pubblicare foto e video su Facebook. Gli animi, quindi, erano già abbastanza surriscaldati per motivi che, tuttavia, ignoro)».
Poi alle 22:30 sono arrivati i grillini e il titolare ricorda così quei momenti: «ho visto 3 miei amici del Movimento Cinque Stelle davanti alla cassa dove ero impiegato. Ho chiesto loro come fossero entrati e mi hanno detto che erano entrati senza nessun problema dato che non era presente nessun tipo di controllo all’ingresso.
Mi sono sentito in dovere di raccomandare agli stessi di tenere un comportamento tale da non recare alcun fastidio ai presenti e, per tale motivo, i ragazzi in parola non hanno partecipato al buffet ed hanno stazionato davanti al bancone della cassa per diverso tempo, intrattenendosi a parlare anche con dei loro conoscenti del Pd, presenti alla manifestazione, in maniera del tutto civile».

D’ALFONSO E IL CARTELLO #UFOSTAISERENO
Nel momento in cui sulla pedana riservata alla presentazione dei candidati è salito anche Luciano D’Alfonso, due di questi ragazzi hanno tirato fuori da una borsa i 2 famigerati fogli “A4” «D’Alfonso non avrebbe mai potuto leggerli», continua Cervellini, «dato che i ragazzi si trovavano a circa 30 metri da lui. Io ho ritenuto che il contenuto fosse del tutto goliardico e non offensivo». Il gestore racconta che anche alcune delle persone presenti alla manifestazione, quando hanno visto le due scritte “w gli ufo” e “ufo stai sereno” sono scoppiati a ridere.
«Ho però visto che altre persone, invece, non hanno riso». Tra questi anche il segretario cittadino Augusto Baldasserini: «a mio avviso», continua Cervellini, «avrebbe potuto calmare gli animi piuttosto che inveire contro i ragazzi. Gli attivisti sono stati quindi gentilmente, ma severamente, invitati ad uscire dal locale, mentre Baldasserini è stato placato e, anch'egli, allontanato. Io, a quel punto, stavo andando da lui per chiedere lumi sull’accaduto e per tentare, anch'io, di placare gli animi, allorchè ho sentito delle urla, mi sono voltato, ed ho visto una zuffa con delle persone a terra che, stando a diversi metri, non vedevo nemmeno chi fossero. Li ho riconosciuti solo nel momento in cui sono stati divisi. Sono rimasto davvero scosso per l’accaduto sia perchè si è consumato nel locale dove lavoro, sia perchè l'episodio è stato davvero ripugnante, sia perchè conosco i protagonisti».

REATO DI TURBATIVA ELETTORALE?
Intanto Stefano Flajani, segretario Cantone Abruzzo, sostiene che sia ipotizzabile il reato di turbativa elettorale per gli esponenti del M5S e cita il primo comma dell’art. 100 del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 ‘Chiunque, con minacce o con atti di violenza, turba il regolare svolgimento delle adunanze elettorali, impedisce il libero esercizio del diritto di voto o in qualunque modo altera il risultato della votazione, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000’. In caso di elezioni ‘per la turbativa di una riunione di propaganda, sono applicabili, a seconda dei casi, gli artt. 654 e 660 del codice penale’.
«L'introdursi in un locale, in occasione di un incontro di propaganda e dar “fastidio”, o altro, come può essere definito?», chiede Flajani. «Fermo restando che non si può giustificare la violenza (se vi è stata), altresì non si può giustificare il mancato rispetto delle regole da chi, in quelle regole, pretende di essere eletto».