VERSO IL VOTO

Comune Pescara, Foschi: «nessun buco, Pd mette le mani avanti per nuove tasse»

Anche Corneli all’attacco: «situazione da pre dissesto»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2118

COMUNE PESCARA NOTTE




PESCARA. «Nel bilancio comunale non c’è alcun buco, gli stipendi verranno pagati, gli stati di avanzamento dei cantieri verranno onorati, e soprattutto il Pd non metterà le mani sulla città».
Lo ha assicurato il consigliere comunale Armando Foschi, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, replicando alla conferenza stampa del candidato sindaco Marco Alessandrini che sabato scorso ha parlato di un presunto buco nel bilancio comunale.

Per Foschi quella del Pd sarebbe una bugia, ma anche un «espediente» già «utilizzato nel 2003 dall’ex sindaco D’Alfonso per giustificare le prime azioni di governo che si tradussero in un salasso per la città per sei lunghi anni». «Sono cinque anni», continua Foschi, «che il Pd paventa buchi a ogni esercizio di bilancio, dal previsionale 2009 al consuntivo 2013, ma quei buchi, finora, dopo mesi di allarmismo, non sono mai emersi, a testimoniare la menzogna».
E il consigliere comunale di Fratelli d’Italia fa un tuffo nel passato: «al contrario c’erano nel 2009 tanti, tantissimi debiti fuori bilancio, quelli delle opere realizzate senza impegni di spesa, e quindi non pagati dall’ex giunta D’Alfonso, debiti che noi abbiamo dovuto onorare, ossia la città ha dovuto onorare. Ovviamente il Pd non poteva chiudere l’attuale consiliatura che denunciando l’ennesimo ‘buco’ di bilancio, ovviamente inesistente, ma così facendo ha scoperto troppo presto le proprie carte, in maniera molto meno furba di D’Alfonso versione 2003».
Per Foschi, dunque, dicendo che non ci sono soldi, ma ci sono buchi, il Pd tenta di giustificare il proprio programma di Governo «che prevede, evidentemente, al primo posto, l’appesantimento del prelievo fiscale dalle tasche dei cittadini per farsi il ‘tesoretto’. . Ad Alessandrini non riuscirà lo stesso scherzetto, ha avuto troppa fretta di mettere le mani avanti e di svelare le intenzioni del suo partito, e soprattutto la città è avvisata: il partito delle tasse, il Pd, è pronto a rimettersi in azione».

CORNELI E GENTILE(PESCARA A COLORI): «PRE-DISSESTO»
Ma non solo Alessandrini in queste ore parla della situazione critica delle casse comunali.
Denunciano «gravi errori contabili, oltre che una dissennata gestione della spesa che hanno determinato una situazione pre-fallimentare», anche Florio Corneli, candidato sindaco di “Abruzzo Civico-Pescara a colori”, e il candidato consigliere Paolo Gentile.
«Oggi le casse sono quasi azzerate e anche il pagamento degli stipendi è a rischio. Siamo in una situazione di pre-dissesto, per cui il bilancio dovrà essere sottoposto all’approvazione ed alla verifica annuale della Corte dei conti».
Nell’immediato, spiegano, la sopravvivenza di due scuole materne su quattro è appesa a un filo: «Una è stata data in appalto con un contratto in scadenza ma mancano i fondi per il rinnovo. Un’altra scuola materna, per mancanza di personale del Comune, dovrà a sua volta essere data in appalto, ma i soldi mancano anche per questo. E il rischio concreto è che chiudano entrambe».
«Martedì in consiglio si sarebbe dovuta discutere la proposta di deliberare il 60 per cento degli acconti Iuc, che avrebbero portato alle casse del Comune 5-6 milioni di euro. Una cifra che comunque avrebbe salvato solo il disagio momentaneo. Le anticipazioni di cassa, infatti, ammontano e 35 milioni di euro», aggiungono Florio Corneli e Paolo Gentile, «e questo comporta ulteriori ritardi nei pagamenti delle fatture dei fornitori e delle imprese appaltatrici: un’ulteriore, gravissima stangata sull’economia locale».
«Per ripianare la situazione», concludono il candidato sindaco di “Abruzzo Civico-Pescara a colori” e il candidato consigliere Gentile, «si dovrà incidere nell’immediato sui costi del personale, con una riduzione di circa 60 unità e un contenimento della spesa di 1,5 milioni di euro. Questo, però, metterà a serio rischio l’erogazione dei servizi, in quanto, a tutt’oggi, il Comune non ha alcuna progettualità sul contenimento della spesa».