SANITA'

Sfratto disabili Maristella, Mascitelli (Idv): «vergogna nazionale»

«Ragazzi spostati come pacchi postali»

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Sfratto disabili Maristella, Mascitelli (Idv): «vergogna nazionale»




ABRUZZO. «C'è una tale assuefazione nella nostra regione ad una sanità totalmente monopolizzata dalla partigianeria di Chiodi, che la vicenda dei pazienti del Maristella, spostati disumanamente come pacchi postali, nonostante gli appelli disperati e i ricorsi dei familiari, rischia di passare del tutto sotto silenzio».
Lo ha dichiarato il segretario regionale dell'IdV Alfonso Mascitelli, nella passata legislatura vice presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, entrando nel merito della triste storia dei ragazzi disabili ospitati in precedenza al Maristella, e trasferiti forzatamente alcune settimane fa alla struttura di Palena: struttura che attualmente non risulta né accreditata, né convenzionata.
«Su una vicenda che coinvolge la continuità assistenziale e il diritto alle cure proprio dei pazienti più deboli perché impossibilitati a protestare, c'è stata omertà delle istituzioni nella nostra regione, mentre sono stati costretti a intervenire i ministeri della Salute e dell'Economia», continua Mascitelli.
«Al tavolo di monitoraggio, come risulta dal verbale del 22 aprile nella paginetta numero 43, i ministeri hanno messo nero su bianco la richiesta di chiarimenti al commissario sul possesso dei titoli di accreditamento da parte della struttura "Medical Centre Maria Ausiliatrice", dove sono stati trasferiti una parte dei pazienti, e di conoscere i termini del contratto vigente atteso che non può essere a carico del sistema sanitario il pagamento di prestazioni di strutture private autorizzate ma non accreditate. In parole semplici, i familiari dei disabili, stando così le cose, rischiano anche di sostenere per intero i costi delle terapie e del soggiorno per importi considerevoli. Il risultato della sanità di Chiodi», ha concluso Mascitelli, «è che, nell'omertà di chi deve controllare il rispetto delle leggi, vengono di fatto erogate, ignorando la dignità dei pazienti, prestazioni mediche di patologie delicate in strutture non accreditate».