CASSE BUCATE

Comune Pescara, Alessandrini: «casse in rosso, esposizione debitoria di 62 mln»

«Il sindaco apre cantieri e non risponde alle interrogazioni»

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Comune Pescara, Alessandrini: «casse in rosso, esposizione debitoria di 62 mln»

Marco Alessandrini



PESCARA. «Le casse sono in rosso, c’è una esposizione debitoria di 62 milioni di euro ma il sindaco non risponde».
Il punto sulla situazione delle finanze comunali è stato fatto questa mattina dal candidato sindaco del centrosinistra , Marco Alessandrini, che ha fatto anche un confronto tra la situazione lasciata dalla sua coalizione cinque anni fa e quella attuale. Nefaste le previsioni future per chi entrerà in Comune: «si ritroverà senza risorse in cassa dal mese di agosto».
«Quando Mascia è stato eletto sindaco», ha ricordato oggi Alessandrini, «ha ereditato dal centrosinistra una situazione ben diversa: in un documento ufficiale del Tesoriere, datato 23 giugno 2009, risultava una disponibilità di cassa relativa a risorse proprie pari a oltre 20 milioni di euro».
Oggi, invece, sempre facendo riferimento a documenti ufficiali, Alessandrini spiega che il Comune solo verso il Tesoriere ha un debito di 35 milioni di euro. «Una cifra che diventa un’esposizione debitoria generale di oltre 62 milioni di euro, di cui altri 4 milioni di euro verso le imprese per lavori effettuati; 23 milioni di euro per spese correnti non pagate (fra cui 9 milioni di euro Attiva, 5 milioni di euro Deco, oltre 1 milione per spese sociali ecc.)».
Sul caso nei mesi scorsi l’opposizione aveva anche protocollato una interrogazione ma non sono ancora arrivate risposte. «Lo stato delle casse comunali», insiste il candidato del centrosinistra, «non viene minimamente considerato nelle tematiche affrontate durante la sua campagna elettorale e quella della sua maggioranza. E intanto mette solo ora all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per lunedì l’approvazione di una delibera con la quale chiede acconti su Tari, Tasi e Imu ai cittadini e rinvia a data da destinarsi la disciplina delle aliquote. Eppure in città, nonostante questo scenario, continua ad aprire cantieri, l’ultimo in ordine di tempo, quello di piazza Unione» che tante polemiche ha creato proprio tra le fila del Partito Democratico. Dunque Alessandrini ha proposto un po’ di calcoli: «se tutti i cittadini dovessero pagare quanto è previsto di acconto, questa sarebbe la situazione: acconto Imu: 16 milioni di euro; acconto Tari (ex Tares): circa 15 milioni di euro; acconto Tasi: 6 milioni di euro».
Se il totale delle entrate è dunque pari a 37 milioni di euro e i debiti totali sono pari a 62 milioni, continua Alessandrini, «il debito reale è di 25 milioni di euro. A questo importo bisogna aggiungere tutti pagamenti da luglio a novembre che non avranno copertura in quanto fino a dicembre non ci saranno nuove entrate ( mense, bollette, sociale, stipendi, ecc.) Non basta ancora, perché il sindaco Mascia nel corso dell’anno 2013 ha speso anche i 7 milioni di euro di Tares che non sono stati ancora incassati e a questo punto è lecito chiedersi se lo saranno mai. Sembra incredibile non avere una risposta su un argomento tale, eppure è così».