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“L’altra città Montesilvano” intitola una strada a Peppino Impastato

Provocazione del candidato Colazzilli che stuzzica politica e big del mattone

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“L’altra città Montesilvano” intitola una strada a Peppino Impastato





MONTESILVANO. A Montesilvano non c’è ancora una strada intitolata a Peppino Impastato e così Lorenzo Colazzilli candidato per la lista L’Altra Montesilvano gliene "intitola" una che domina la “città del cemento”.
Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978, gridava a Cinisi: “la mafia è una montagna di merda”.
«In una città (Montesilvano) ed in un Paese come il nostro (l'Italia)», dice Colazzilli, «in cui è acclarato che eminenze grigie della nostra politica hanno avuto contatti con la mafia, non possiamo fare altro che rendere indelebile la memoria di chi, come Peppino e tanti altri, ogni giorno ha lottato contro questo sistema criminoso.  Peppino a Cinisi diceva “bisogna insegnare la bellezza, per non abituarsi a orrendi palazzi sorti all’improvviso da operazioni speculative”, una frase che descrive bene la situazione della nostra città. Oggi, a 36 anni dalla morte abbiamo voluto simbolicamente intitolargli una via dei Colli di Montesilvano da dove è possibile osservare il panorama di una città resa brutta ed invivibile dalle colate di cemento, responsabilità che trovano nome e cognome nei politicanti delle amministrazioni di centrosinistra e centrodestra succedutisi in questi anni, da Cantagallo a Di Mattia passando per Cordoma».
 
Colazzilli ricorda poi che il candidato per il centrosinistra Lino Ruggero sia stato schierato da Enzo Cantagallo e Vladimiro Lotorio e che su quello di centrodestra Francesco Maragno pesi l’ombra del suocero Raffaele Di Giovanni, big del mattone di Montesilvano.
 «L'Abruzzo e Montesilvano non sono immuni da infiltrazione della criminalità organizzata, le regole facili, lo sviluppo edilizio sfrenato, l’intreccio tra affari e politica hanno reso permeabile il tessuto economico, lo dimostrano le inchieste e i beni confiscati sul nostro territorio», dice Colazzilli che ha sottoscritto la campagna “Riparte il futuro”, per la trasparenza e la lotta alla corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele.