POLITICA

Aziende Servizi alla Persona, polemica sulle nomine

Gatti: «questione strumentale»

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Aziende Servizi alla Persona, polemica sulle nomine




TERAMO. In questi giorni di piena campagna elettorale si sta procedendo alla convocazione delle assemblee per la nomina dei componenti delle ASP (Aziende Servizi per la persona) e tra queste anche quelle delle Asp di Teramo.
Secondo il consigliere regionale Claudio Ruffini in queste convocazioni vi sarebbero diversi profili di illegittimità che imporrebbero di soprassedere nell’assumere decisioni e di riconvocare correttamente le due assemblee tenutesi due giorni fa.
Tra i profili di illegittimità che Ruffini rileva nelle due Assemblee delle Asp di Teramo e di Atri c’è anche l’avviso per la convocazione dell’assemblea di Teramo che è stato notificato alla gran parte dei componenti non rispettando la tempistica che prevede nell’ inviare tali comunicazioni almeno quindici giorni antecedenti rispetto a quello in cui è fissatala data della stessa assemblea.
«Chiodi e Gatti sembrano due disperati che non si rassegnano alla certa sconfitta elettorale», commenta Ruffini «ci troviamo nel pieno delle elezioni regionali e correttezza istituzionale inviterebbe ad astenersi in questo periodo dall’operare qualsiasi nomina. Invece, pur di nominare gli ultimi amici, il centro destra di Chiodi, in barba a qualsivoglia procedura meritocratica e trasparente, procede ad effettuare nomine che hanno un sapore di sconfitta della politica e delle regole».
Ruffini chiede di chiarire come siano stati acquisiti i curricula e come sono stati designati i quattro rappresentanti, due nella Asp di Teramo e due in quella di Atri in assenza di un bando pubblico. Da dove sono usciti questi nomi?
Ma per l’assessore Gatti si tratta di «strumentalizzazioni: «la legge regionale prevede che le nomine cui si riferisce sono di competenza dei rappresentanti dei portatori di interesse ossia di persone nominate dai Comuni di Teramo, Giulianova, Civitella, Atri, Sant’Omero, Nereto, Pineto, Corropoli ed altri, i quali hanno liberamente votato e scelto i membri dei CDA. Sorprende davvero che il consigliere Ruffini, normalmente equilibrato e riflessivo, abbia inteso di concludere il suo mandato con un intervento probabilmente suggerito da altri che hanno solo interessi elettorali e che nulla sanno di una riforma che ha avuto un iter lungo e complesso e che porterà benefici agli ospiti delle strutture sociali ed anche a chi in quelle strutture lavora».