LE REAZIONI

Inchiesta Stati, l’ex assessore: «astrusa imputazione uscita in campagna elettorale per screditarmi»

«Pronta a ritirarmi se creo imbarazzi alla coalizione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1776

Inchiesta Stati, l’ex assessore: «astrusa imputazione uscita in campagna elettorale per screditarmi»

Daniela Stati




AVEZZANO. Il pm della Procura della Repubblica di Avezzano, Roberto Savelli , ha disposto nei giorni scorsi l'avviso di chiusura delle indagini preliminari per l'ex assessore di centrodestra alla protezione civile regionale, Daniela Stati e di altri 4 indagati, tra cui il padre della Stati, Ezio e il convivente di lei, Marco Buzzelli.
L’accusa è quella di corruzione aggravata in concorso.
La Stati, che oggi è candidata alle regionali con Abruzzo Civico (a sostegno di Luciano D’Alfonso) non ha preso bene la notizia che secondo lei sarebbe stata scritta per screditarla proprio nel momento delicato della campagna elettorale.
L’attuale avviso di chiusura indagini non è altro che il seguito dell’annullamento del capo di imputazione da parte del Gup di Avezzano nel dicembre 2013.
«Il gup», ricorda Daniela Stati, «aveva già annullato il capo di imputazione ritenendolo illogico, fumoso e privo di riscontri fattuali per i reati contestati rinviando gli atti alla Procura della Repubblica per la eventuale riformulazione di un capo di imputazione logico o per l’archiviazione. Orbene, dopo 4 mesi dalla pronunzia del Gup, stranamente, viene riformulato in prossimità delle elezioni regionali e della presentazione delle liste, un capo di imputazione altrettanto vago, illogico e privo di qualsiasi riscontro, che guarda caso finisce subito sui giornali». 

L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato per la precisione lo scorso 7 aprile.
«Rispetto alla precedente imputazione, già annullata», contesta ancora Daniela Stati, «non è stata svolta alcuna nuova indagine, non vi è alcun elemento nuovo ma solo il rimaneggiamento della precedente astrusa imputazione col tentativo di creare discredito. Dopo 4 anni, su mie sollecitazioni forse questa volta riuscirò a farmi ascoltare da un pm, considerato che non sono mai stata ascoltata e che a 4 anni dai fatti ancora non è chiaro quali sarebbero i reati da me commessi. Come diceva Andreotti “A pensare male si fa peccato ma a volte ci si indovina”».
«Ringrazio la Procura della Repubblica di Avezzano», continua l’ex assessore regionale di Chiodi oggi al fianco del candidato presidente del centrosinistra, «per l’impegno dimostrato nel tentare di riformulare un capo di imputazione e soprattutto per la tempestività dimostrata nel notificare l’avviso di chiusura indagini alla vigilia della presentazione delle liste dei candidati al rinnovo del consiglio regionale dell’Abruzzo. In merito si impone una riflessione: non vorrei che qualcuno si stia affannando perché ad Avezzano ci sia una candidatura unica».
Stati annuncia comunque che qualora la sua presenza dovesse arrecare «un qualsivoglia imbarazzo alla coalizione che sostiene il candidato presidente D’Alfonso, sono pronta a ritirarmi per evitare qualsiasi strumentalizzazione. E ciò tenuto conto che la sottoscritta non ha mai compiuto alcun reato come ben sanno gli amministratori regionali sia di destra che di sinistra».

«SE RINVIATA A GIUDIZIO MI DIMETTERO’»

E oggi ancora ha aggiunto: «Al momento dell’accettazione della candidatura regionale nella lista di “Abruzzo Civico” non ero a conoscenza delle successive determinazioni del Pubblico Ministero e sulla scorta di queste conoscenze ho rassicurato i dirigenti di Abruzzo Civico sul fatto che le indagini a mio carico non avevano avuto seguito. Tanto è vero che nel documento del casellario giudiziale consegnato ad “Abruzzo Civico” non risultano carichi pendenti».

«  Ribadisco la mia estraneità ai fatti contestati», ha concluso Danila Stati, «e il diritto dovere di difendermi dinanzi al Giudice e, qualora il Giudice per l’udienza preliminare dovesse decidere per il mio rinvio a giudizio, mi impegno a ritirare la mia candidatura e, in caso di elezioni, a dimettermi da consigliere regionale».