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Abruzzo. Presentato in gran segreto il progetto del nuovo ospedale di Chieti

Sorgerà a fianco al SS. Annunziata. Struttura all’avanguardia

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Abruzzo. Presentato in gran segreto il progetto del nuovo ospedale di Chieti

Francesco Zavattaro





CHIETI. Un ospedale nuovo di zecca a Chieti, da costruire al posto del SS. Annunziata. Al progetto del nuovo nosocomio, che è già stato presentato ad una ristretta cerchia di collaboratori, ha lavorato in gran segreto il manager Francesco Zavattaro desideroso di lasciare in eredità un’opera importante della sua gestione.
Alcuni dei vecchi edifici che ora ospitano i reparti di degenza e molti ambulatori sono destinati ad essere dismessi, dopo i problemi di stabilità dovuti alla scoperta di pilastri realizzati con cemento impoverito. A quanto se ne sa, il nuovo ospedale è composto di due corpi di fabbrica di più piani ed è destinato a sorgere nell’area a ridosso dell’attuale camera mortuaria (quindi alle spalle dell’edificio interessato dai sondaggi ai pilastri) con estensione verso l’attuale parcheggio visitatori. Almeno questo si evince dal plastico che già è stato fatto visionare anche nell’ultima riunione della Commissione paritetica Asl-Università, con la richiesta tassativa del manager di non far filtrare la notizia fino alla presentazione ufficiale del progetto in una prossima conferenza stampa.
Però dalla fitta cortina di silenzio stesa attorno a questa iniziativa molto importante - che meritava un dibattito più condiviso sulle sorti dell’assistenza ospedaliera a Chieti – emerge che il nuovo ospedale è stato progettato dai tecnici delle più importanti società di costruzioni del settore sanità e racchiude quanto di più avanzato c’è nel settore, sia per le soluzioni ingegneristiche sia per le attrezzature di ultima generazione. 

La vera novità assoluta sembra essere la “concezione” di ospedale moderno, secondo gli indirizzi che ormai sono accreditati come i più avanzati.
La progettazione tiene conto del nuovo modello di ospedale ad “intensità di cura”, dove la vecchia divisione in reparti specializzati ed in settori di eccellenza staccati gli uni dagli altri cede il passo ad un ospedale con percorsi personalizzati, secondo i bisogni di assistenza del paziente ricoverato. Questo dovrebbe azzerare i tempi morti e le attese dei malati per le prestazioni necessarie e far diminuire tempi di degenza e costi. Il progetto è molto ambizioso ed è anche ben visto dagli addetti ai lavori che auspicano strutture moderne e più efficienti. Insomma dopo un gran parlare (da almeno cinque anni) di nuovi ospedali da costruire a Vasto e Lanciano o in Val di Sangro, Zavattaro tira fuori dal cilindro una sorpresa inattesa per Chieti e destinata a far discutere molto.
Forse sarà difficile realizzarla ma finalmente questa proposta dà un senso all’attività del manager finora “sequestrato” dalle vicende amministrative e dalle lentezze di una struttura burocratica che ha creato molti più problemi di quanti ne ha risolti. Come sui Progetti obiettivo appena approvati in forma criptica ed un pò confusa, almeno rispetto a quelli delle altre Asl abruzzesi che ne illustrano i contenuti e le voci di spesa.

La delibera di Chieti conta infatti solo 10 pagine, mentre Pescara ne ha 63, Teramo 65 e L’Aquila 127. Senza dire di alcune sviste: nel progetto sulle malattie croniche il prof. Francesco Cipollone viene indicato come “direttore” dell’Uoc (unità operativa complessa) di Clinica pediatrica, mentre a dirigere questa Uoc è il prof. Francesco Chiarelli.

Sebastiano Calella