OPERE E OMISSIONI

Filovia, Prc e Wwf: «basta minacce da Gtm, si pensi a prescrizioni comitato Via»

Acerbo: «saggia decisione sindaco, si è comportato con lealtà»

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PESCARA. Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, non ha firmato l'ordinanza per la chiusura delle vie che incrociano la "strada parco".
Il provvedimento era necessario per consentire il proseguimento dei lavori nel cantiere di Filò, la filovia, in particolare la tesatura dei cavi elettrici. In una lettera inviata al presidente della Gtm, Michele Russo, il primo cittadino ha anche auspicato uno stop dei lavori, in attesa dell'imminente pronunciamento del Tar, previsto per il prossimo 19 giugno.
Esultano il Wwf, l'associazione Carrozzine Determinate e i comitati che da anni si battono contro il passaggio della filovia lungo la strada parco.
«Invece di lanciare minacce la Gtm pensi alle prescrizioni del Comitato Via e riparta con i lavori della messa a norma del tracciato», commentano il consigliere comunale di Pescara Maurizio Acerbo (Prc) e Loredana Di Paola del Wwf.
«Rimangono aperte molte questioni - aggiungono Acerbo e Di Paola - su cui i Comuni di Montesilvano e Pescara hanno chiesto chiarimenti e approfondimenti, tra cui le barriere architettoniche e la tenuta del sottofondo stradale, questioni su cui la Gtm non ha risposto».
«La decisione del sindaco - dice il consigliere del Prc - è cosa buona e giusta e corrisponde alle indicazioni contenute nell'ordine del giorno a firma Acerbo e Di Nisio approvato in Consiglio comunale lo scorso 9 aprile. Un mese fa (quando l'opposizione tentò di far cadere l'amministrazione comunale, ndr) avevamo chiesto a Mascia di sospendere i lavori di filovia e duna, obiettivi che sono stati raggiunti proprio perché non è arrivato il commissario. Dobbiamo dare atto al sindaco di aver mantenuto la parola data e di essersi comportato con lealtà».
«Fuori luogo», infine, secondo Prc e Wwf, che «il presidente della Gtm usi toni intimidatori, peraltro infondati, nei confronti del sindaco, come in passato ha fatto verso i cittadini».
Acerbo ribadisce che il Comune ha il dovere di chiedere chiarimenti alla Gtm su opere che potrebbero ricadere come costi sui cittadini di Pescara. «Dopo la figuraccia rimediata al Tar su Corso Vittorio Emanuele - concludono - consigliamo a Sospiri e agli altri pasdaran di attendere serenamente il Tar e magari studiarsi le carte»