Comune di Chieti, il centrodestra non è più maggioranza

Le opposizioni eleggono entrambi i delegati all’ex Ipab

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Comune di Chieti, il centrodestra non è più maggioranza





CHIETI. La maggioranza di centrodestra al Comune di Chieti non c’è più.
Il dato è ormai ufficiale, dopo l’esito della votazione di ieri in Consiglio comunale che ha eletto due rappresentanti di Chieti nell’Asp, la nuova azienda regionale per i servizi alla persona che va a sostituire gli Ipab, cioè gli istituti di assistenza e beneficenza. Infatti sono stati designati dal Comune di Chieti i consiglieri Giuseppe Di Labio, che faceva parte della vecchia maggioranza da cui ha preso le distanze da tempo e Gabriele Salvatore, per l’opposizione. Il fatto è che il centrodestra aveva candidato un altro ed è ormai noto da tempo che Di Labio si è staccato dal sindaco.
Perciò quando ieri ha ottenuto 20 voti (le opposizioni più alcuni dissidenti della maggioranza) rispetto ai 16 del candidato ufficiale del centrodestra, questo risultato ha sancito che Di Primio non ha più i numeri per governare o almeno dovrà contrattare ogni provvedimento che vuole approvare in aula. E così ora si fronteggiano due schieramenti: 16 consiglieri di centrodestra e 24 (i 20 che hanno votato Di Labio più i 3 che hanno indicato Salvatore ed un assente) che sono all’opposizione.
Questi ultimi non sono tutti consiglieri del centrosinistra, ma appartengono a vari schieramenti politici ed a liste civiche che in passato avevano dato il loro sostegno ad Umberto Di Primio. Infatti i consiglieri sono 40 più il sindaco e ieri c’era un assente proprio del Pd. L’esito della votazione ha fatto infuriare la vecchia maggioranza, che in un comunicato ha stigmatizzato il comportamento di Di Labio che avrebbe «perso il senso della lealtà».
Infatti «il candidato della maggioranza era Palmerino Di Renzo, mentre Di Labio è risultato designato con i voti del centrosinistra. Il che equivale ad un tradimento del centrodestra, schieramento in cui lui è stato eletto. Tanto che per un sussulto di dignità dovrebbe rimettere le deleghe che gli sono state assegnate in ragione della sua appartenenza alla maggioranza». Poi come corollario di questa tensione - e contraddicendo quanto era stato precedente esposto in Consiglio sull’urgenza della nomina – la ex maggioranza a sorpresa non ha votato l’immediata esecutività della delibera. Si tratta ora di vedere se Di Primio riuscirà a recuperare il dissenso interno che ha prodotto questo risultato politico eclatante.
Intanto ieri si è sfogato su Facebook: «Ho bisogno di riflettere. Oggi in consiglio alcuni consiglieri 3 di maggioranza hanno fatto accordi con il centro sinistra. Che schifo. Io ho fatto battaglie durissime, ma sono stato sempre da una parte e mai mi sono accordato con la sinistra. Mi viene una voglia di.....»
Sebastiano Calella