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Comunali Teramo, si candida anche Rabuffo

Tancredi: «trasformismo pur di avere un posto»

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Berardo Rabuffo

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TERAMO. «Dopo aver impiegato forze ed energie per trovare un’alternativa al sindaco uscente che poco, o nulla, ha fatto per la nostra città, ho deciso insieme ad altri amici di impegnarmi in prima persona in questa tornata elettorale come candidato sindaco di Teramo».
Questo l’annuncio del consigliere regionale Berardo Rabbuffo (Centro Democratico) che spiega: «ho accolto l’invito, sentendo questo impegno come un dovere, nel rispetto di quel bene comune troppo spesso accantonato nella nostra Teramo».
Rabbuffo sottolinea che avrebbe preferito aderire ad un progetto «più ampio» e non nasconde critiche ai «personalismi spinti, le becere convenienze di partito, le autolesioniste fughe in avanti del Partito Democratico che hanno però impedito questo progetto».
Il consigliere regionale spiega di non riconoscersi politicamente negli altri candidati, dunque correrà in prima linea e avverte: «l’impegno non può essere inteso come clientelismo né come un’azienda di famiglia, e neppure può essere ricatto, mentre credo, soprattutto in un momento così difficile e buio per l’intero Paese, che chi senta di possedere energie positive per migliorare la situazione, debba tirarle fuori».
A sostenerlo il gruppo civico “Libera Teramo” che si è formato attorno a questo progetto, ma anche Alde - Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa e il Centro Democratico, questi ultimi saranno presenti anche elezioni regionali ed europee.
Marco Tancredi, consigliere comunale di maggioranza di Teramo non nasconde il proprio stupore per questa candidatura: «dopo essere entrato in Consiglio Regionale beneficiando di un posto nel listino, senza sostenere quindi l' onere di una campagna elettorale, ha poi subito abbandonato la maggioranza che avrebbe dovuto sostenere per formare un gruppo autonomo con il simbolo Fli di Gianfranco Fini. Esperienza che tutti sappiamo quale epilogo abbia avuto. Questo gli ha permesso di avere la carica di capogruppo con un'indennità aggiuntiva a quella di consigliere».
«Proviene da una storia familiare e politica di destra ma oggi sarebbe disponibile ad un appoggio al Pd pur di avere una candidatura», contesta Tancredi. «Ma neanche a sinistra è riuscito a trovare collocazione politica e percorre l'unica strada che gli lascerebbe una seppur minima speranza di diventare consigliere comunale. Riuscire a raggiungere il quorum con una lista da presentare alle amministrative a Teramo. Le sue capacità di trasformismo politico sono pari a quelle di un altro cittadino che come lui ha condiviso l’esperienza di Fli. E di cui tutti conosciamo le avverse vicende. Lo troveremo forse nella sua lista?»