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Regionali: da Pd Pescara via libera a D'Ambrosio: «resta in lista»

Sottoscritto documento, no a veti. Ma Paolucci non ci sta

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GIORGIO D'AMBROSIO

GIORGIO D'AMBROSIO

Regionali: da Pd Pescara via libera a D'Ambrosio: «resta in lista» 
Sottoscritto documento, no a veti. Ma Paolucci non ci sta 
Elezioni regionali, abruzzo, giorgio d’ambrosio, luciano d’ambrosio
PESCARA. Per la Direzione provinciale pescarese del Partito Democratico Giorgio D'Ambrosio deve restare in lista.
In una riunione del partito, ieri sera, è stato sottoscritto all'unanimità un documento in cui si chiede alla segreteria regionale di non accettare veti.
La candidatura alle regionali dell’ex sindaco di Pianella è al centro delle polemiche soprattutto dopo il clamore della vicenda Bussi. 
La Direzione ha inoltre eletto un gruppo, di cui fanno parte i massimi esponenti del Pd provinciale, come i deputati Antonio Castricone e Vittoria D'Incecco, oltre ad Alexandra Coppola, componente della Direzione nazionale, affinché si spendano in quella che viene definita una 'battaglia' e rappresentino alla segreteria regionale e, se necessario, a quella nazionale la posizione emersa ieri sera. 
Interpellato dall'Ansa, il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, che negli ultimi giorni ha più volte ribadito come «il valore della coalizione sia sovraordinato a tutto il resto», taglia corto sulla questione: «la segreteria regionale - dice - non può approvare questa posizione». 
Sulle candidature definite 'inopportune' - non solo quella di D'Ambrosio, ma anche quelle di altri esponenti come l'ex assessore della Giunta Chiodi Angelo Di Paolo - c'era stato un vero e proprio veto da parte di Sel e Idv. Posizioni, quelle degli alleati, tenute in considerazione dal Pd, soprattutto considerando che anche da Roma l'indicazione è stata quella di dare priorità alla coalizione. 
Nelle ultime ore il candidato presidente, Luciano D’Alfonso, ha lasciato intendere, però, che anche i nomi contestati verranno messi in lista perché a decidere sarà poi il cittadino nel segreto dell’urna. Bisognerà adesso vedere se il Pd regionale accetterà l’indicazione data dal provinciale e dia il via libera definitivo a D’Ambrosio o se si deciderà di andare allo scontro.  E a guardare ci sono sempre gli alleati che da giorni continuano a chiedere di tagliare queste candidature. 
PESCARA. Per la Direzione provinciale pescarese del Partito Democratico Giorgio D'Ambrosio deve restare in lista.
In una riunione del partito, ieri sera, è stato sottoscritto all'unanimità un documento in cui si chiede alla segreteria regionale di non accettare veti.La candidatura alle regionali dell’ex sindaco di Pianella è al centro delle polemiche soprattutto dopo il clamore della vicenda Bussi. 

La Direzione ha inoltre eletto un gruppo, di cui fanno parte i massimi esponenti del Pd provinciale, come i deputati Antonio Castricone e Vittoria D'Incecco, oltre ad Alexandra Coppola, componente della Direzione nazionale, affinché si spendano in quella che viene definita una 'battaglia' e rappresentino alla segreteria regionale e, se necessario, a quella nazionale la posizione emersa ieri sera. 

Interpellato dall'Ansa, il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, che negli ultimi giorni ha più volte ribadito come «il valore della coalizione sia sovraordinato a tutto il resto», taglia corto sulla questione: «la segreteria regionale - dice - non può approvare questa posizione». Sulle candidature definite 'inopportune' - non solo quella di D'Ambrosio, ma anche quelle di altri esponenti come l'ex assessore della Giunta Chiodi Angelo Di Paolo - c'era stato un vero e proprio veto da parte di Sel e Idv. Posizioni, quelle degli alleati, tenute in considerazione dal Pd, soprattutto considerando che anche da Roma l'indicazione è stata quella di dare priorità alla coalizione. 

Nelle ultime ore il candidato presidente, Luciano D’Alfonso, ha lasciato intendere, però, che anche i nomi contestati verranno messi in lista perché a decidere sarà poi il cittadino nel segreto dell’urna. Bisognerà adesso vedere se il Pd regionale accetterà l’indicazione data dal provinciale e dia il via libera definitivo a D’Ambrosio o se si deciderà di andare allo scontro.  E a guardare ci sono sempre gli alleati che da giorni continuano a chiedere di tagliare queste candidature.