LA POLEMICA

Comune cambia idea, sala consiliare intitolata a Di Fortunato e non a Persia

Protesta la famiglia: «perché questa retromarcia?»

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Comune cambia idea, sala consiliare intitolata a Di Fortunato e non a Persia





CROGNALETO. E’ stato convocato per sabato prossimo il Consiglio comunale a Crognaleto, per la cerimonia di intitolazione della sala consiliare alla figura di Bruno Di Fortunato, procuratore regionale abruzzese della Corte dei Conti morto nel 2010.
Dunque la sala non sarà più intitolata a Pietro Persia, come deciso all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2007. Perché questo cambio di decisione, chiede oggi la famiglia Persia.
«Con mestizia», spiegano in una nota, «abbiamo scoperto, grazie alle dimissioni del consigliere Pietro Ceci, che l’impegno preso alcuni anni fa, a memoria della prematura scomparsa di Pietro Persia, viene oggi completamente disatteso dall’amministrazione. Ci chiediamo come mai una volontà espressa all’unanimità in quella seduta consigliare del 2007 (dove sedevano anche l’attuale sindaco, Giuseppe D’Alonzo ed il suo vice, Loreto Scipioni) venga oggi del tutto stravolta, proprio da parte di queste stesse persone».
La famiglia Persia sotolinea con forza che nulla hanno da ridire in merito alla figura di Bruno Di Fortunato, cui è stato deciso di dedicare la sala, «stimatissimo magistrato e da ultimo Procuratore Capo della Corte dei Conti per l’Abruzzo, rispettabile e specchiata persona», quanto «il caro Pietro Persia, che ha dedicato tutta la sua vita all’impegno politico nei confronti di tutti i cittadini della comunità di Crognaleto».
«Ciò che lascia sconcertati», continuano i familiari, «è la mancanza di serietà ed onorabilità da parte degli attuali amministratori, nonché la mancanza di rispetto nei confronti delle persone. Vorremmo invece ringraziare Pietro Ceci per aver rassegnato le proprie dimissioni da un Consiglio comunale che rinnega le proprie decisioni, ritenendo disonorevole un atteggiamento di siffatta natura e che insinua un clima di sospetto all’interno della propria comunità. Come sottolineato dallo stesso Ceci nelle sue dimissioni, appare quantomeno inopportuno aver richiesto il patrocinio della Corte dei Conti per questo evento, allorquando questa minoranza ha segnalato alla stessa, delle irregolarità sul bilancio consuntivo dell’anno 2011, tutt’oggi ancora al vaglio».